Venezuela, sale a 2.295 morti il bilancio del terremoto: sette giorni di lutto nazionale

Sul piano dell'assistenza umanitaria, Medici Senza Frontiere ha avviato una clinica mobile a Naiguatá, nello stato di La Guaira, una delle zone più duramente colpite

Continua a salire drammaticamente il bilancio del terremoto che ha colpito il Venezuela lo scorso 24 giugno. Sono 2.295 le vittime accertate e oltre 11mila i feriti, secondo l’ultimo aggiornamento fornito dal presidente dell’assemblea nazionale di Caracas, Jorge Rodriguez. Numeri che fotografano la portata della tragedia e le difficoltà dei soccorsi nelle aree più colpite del Paese.

La presidente ad interim Delcy Rodriguez ha dichiarato sette giorni di lutto nazionale, a partire dalle 18 di mercoledì 1 luglio, “in ricordo delle vittime”. In un messaggio diffuso sui social, ha espresso vicinanza alle famiglie colpite, scrivendo: “In questo momento di tristezza abbracciamo coloro che soffrono in questa tragedia”.

Sul fronte della sicurezza, il ministero della Giustizia ha annunciato l’arresto di quattro agenti di polizia accusati di saccheggio nelle zone devastate dal sisma. Alcuni video, diventati virali, li mostrerebbero mentre si appropriavano di beni recuperati tra le macerie. “Un gruppo di funzionari, ignorando i propri doveri e approfittando delle operazioni di soccorso, ha agito in modo indecente”, si legge nel comunicato del ministero. I quattro poliziotti sono stati licenziati e consegnati alla giustizia. Nelle aree colpite si sono registrati diversi episodi di furti e saccheggi ai danni della popolazione già duramente colpita dal disastro.

Sul piano dell’assistenza umanitaria, Medici Senza Frontiere ha avviato una clinica mobile a Naiguatá, nello stato di La Guaira, una delle zone più duramente colpite. L’équipe, composta da 12 persone tra medico, infermieri e uno psicologo, lavora per rispondere a bisogni umanitari ancora enormi. “La situazione resta molto critica e, giorno dopo giorno, si riduce la speranza di trovare più sopravvissuti”, ha spiegato Andreas Spaett, responsabile dei programmi di Msf in Venezuela.

Finora l’organizzazione ha sostenuto nove strutture mediche tra La Guaira e Caracas, intensificando le donazioni all’ospedale Pérez de León e ad altri centri sanitari, in coordinamento con il ministero della Salute. Msf ha fornito materiali sufficienti ad assistere quasi 4mila pazienti, oltre a disinfettanti e forniture mediche distribuite negli ospedali della capitale e dello stato di La Guaira. L’organizzazione consegnerà inoltre mille sacchi mortuari, dispositivi di protezione individuale e ulteriori disinfettanti all’obitorio centrale, per far fronte all’emergenza legata alla gestione delle vittime.

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