Violenza donne: crescono le vittime con disabilità psichica, nel 2024 + 7%

La maggioranza delle donne con disabilità ha subito violenza da parte del marito, convivente, partner o compagno

Nel 2024 nei centri antiviolenza e nelle case rifugio gestite dall’associazione Differenza donna sono state accolte 157 donne con disabilità, il 7,12 per cento in più rispetto al 2023, di cui 66 con disabilità certificata. Le fasce di età con un numero prevalente di donne accolte sono quelle tra i 26 e i 30 anni e quelle tra i 41 e i 45 anni. Il tipo di disabilità più comune delle donne accolte è quella psichica, seguita da quella motoria e sensoriale. Dai dati emersi il 7,6 per cento delle donne accolte ha acquisito una disabilità a causa della violenza subita, in alcuni casi la disabilità è scaturita in una dipendenza da sostanze e alcol.

La maggioranza delle donne con disabilità ha subito violenza da parte del marito, convivente, partner o compagno. La forma di violenza principale subita è quella fisica, seguita da quella psicologica e sessuale. Sul totale delle 157 donne accolte, 89 hanno figli che subiscono o hanno subito violenza assistita. Il 72,3 per cento delle donne ha dichiarato di subire violenza da anni e il 44,6 per cento non ha mai fatto accesso al pronto soccorso, anche se quasi la metà di loro ha chiamato le forze dell’ordine per intervenire nell’immediato. Di queste donne denuncia solo il 37,6 per cento.

“La nostra associazione ha un osservatorio contro le multiple discriminazioni che ha l’obiettivo di far emergere la violenza maschile contro le donne con disabilità attraverso: emersione, sensibilizzazione, formazione e protezione. Dai dati emerge che la violenza maschile contro le donne con disabilità è una realtà che rimane ancora più sommersa”, spiega Arianna Serafini di Differenza donna.

I dati saranno illustrati nel corso di un incontro in programma sabato prossimo all’ospedale Grassi di Ostia, dedicato al tema della “Violenza di genere e disabilità: accoglienza, ascolto e presa in carico” e organizzato dalla referente dello sportello antiviolenza Codice rosa del nosocomio ostiense, Maria Rosaria Forte e dall’associazione Differenza donna. Al centro del dibattito, al quale prenderanno parte professionisti ed esperti, ci saranno per l’appunto le donne con disabilità vittime di violenza e in particolare le donne sorde. “Le violenze contro le donne sorde rappresentano un fenomeno più frequente di quanto si possa immaginare, e l’obiettivo di questo incontro è proprio quello di alzare l’attenzione sul tema – osserva la dottoressa Forte, assistente sociale e Referente Codice Rosa dell’Ospedale Grassi di Ostia -. Oltre che fisiche e psicologiche, le violenze possono essere legate alla sopraffazione nell’utilizzo di supporti e aiuti, magari da parte di caregiver e familiari, con forme anche ricattatorie”.

Le donne con disabilità “si ritrovano costrette a subire non avendo altre possibilità di reazione o fuga – prosegue la dottoressa Forte -, restandosene poi spesso in silenzio. In alcuni casi, aumenta il timore di non essere credute soprattutto se la disabilità è di natura psichica. Molte donne temono che la loro parola venga messa in dubbio o considerata frutto della loro condizione. Perciò è di strategica importanza favorire l’accesso ai centri antiviolenza, o comunque a strutture protette, delle vittime e anche sostenere la formazione di chi è impegnato nell’ambito dell’accoglienza: operatori socio-sanitari, sociali e delle Forze dell’Ordine quotidianamente a lavoro per accogliere chi è in difficoltà”. L’appuntamento è per sabato 13 dicembre, dalle 9:00 alle 17:30, nell’aula Sinibaldi dell’ospedale Grassi di Ostia.

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