Viterbo: ragazzino disabile picchiato e rapinato

La mamma ha denunciato l'accaduto ai carabinieri. Mattia (Pd): fatto gravissimo

Un ragazzino disabile e’ stato inseguito, aggredito e rapinato da due ragazzi a Viterbo. L’aggressione, riportata dal Corriere di Viterbo, e’ avvenuta venerdi’ ed e’ stata denunciata dalla madre del ragazzo.

“Mio figlio frequenta un altro istituto della citta’ – racconta la madre al Corriere di Viterbo – Venerdi’ alle 14 sono andata a prenderlo alla fine delle lezioni, ma lui mi ha detto che voleva restare con i suoi compagni di classe e che sarebbe tornato a casa da solo. Cosi’ sono rientrata. Un quarto d’ora dopo, pero’, l’ho chiamato sul suo cellulare, piangeva a dirotto e mi ha detto che era stato aggredito da due ragazzi piu’ grandi di lui”. “Uno dei due lo ha tenuto fermo spingendolo contro il muro, mentre l’altro ha preso alcuni rifiuti dai masselli della differenziata di un’abitazione vicina, sistemati lungo la via e gli ha tirato contro di tutto: una bottiglia di vetro, un cartone con gli avanzi di un pezzo di pizza e altri rifiuti. Poi gli hanno chiesto dei soldi e lui, ovviamente impaurito, gli ha dato i 5 euro che gli avevo lasciato per la merenda”, spiega la donna che ha denunciato l’accaduto ai carabinieri.

“L’aggressione di un giovane disabile nel pomeriggio di venerdi’ a Viterbo e’ un fatto gravissimo che va condannato fermamente”. Cosi’ in una nota Eleonora Mattia Presidente IX Commissione Lavoro, formazione, politiche giovanili, pari opportunita’, istruzione, diritto allo studio del Consiglio Regionale del Lazio. “Il ragazzo e’ stato vittima di un agguato, inseguito e poi picchiato e rapinato da due coetanei. Bene ha fatto la mamma a denunciare subito l’accaduto e, nell’esprimere massima vicinanza al ragazzo e alla sua famiglia, ribadisco una condanna netta: non possiamo accettare che le nostre strade e le nostre citta’ siano luoghi pericolosi e il nostro compito, in primis come Istituzioni, e’ quello di educare i giovani e le giovani alla non violenza e al rispetto della dignita’ umana. Il miglior antidoto ai crimini d’odio e’ l’educazione, ma serve una presenza istituzionale forte e decisa che condanni ogni forma di violenza e indichi la strada”.

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