E’ morto a 90 anni Natalino Irti, giurista, docente, avvocato e nome di spicco nella stagione delle privatizzazioni italiane. Originario di Avezzano, professore ordinario dal 1968 e a lungo docente all’Università di Roma La Sapienza dove ha insegnato tra l’altro diritto privato e diritto civile, Irti ha sempre mantenuto un ruolo di primo piano nel dibattito giuridico nazionale. La sua vasta opera teorizza la progressiva perdita della centralità del codice civile (“età della decodificazione”) e il “nichilismo giuridico ontologico”.
Alla Sapienza creo’ una vera e propria scuola che perdurera’ dopo la sua scomparsa.Socio nazionale dell’Accademia dei Lincei, presidente emerito dell’Istituto Italiano per gli Studi Storici e gia’ membro del Consiglio Nazionale Forense, diresse importanti riviste giuridiche italiane. La sua grandezza non stava solo nella tecnica giuridica ma nella capacita’ di portare il diritto sul piano filosofico.
Ha ricoperto vari incarichi in imprese di Stato ed è stato presidente del Credito Italiano, vicepresidente dell’Enel, membro del consiglio di amministrazione dell’Iri e del Comitato per le Privatizzazioni che gestiva complessi passaggi legali e societari. Ha anche costituito la Fondazione “Nicola Irti” per l’impegno nelle opere di carità e la promozione di iniziative culturali.