Affresco “ritoccato” a San Lorenzo in Lucina, il Vicariato frena: “L’originale non era così”

Continua il caso dell’affresco con tratti riconducibili a Giorgia Meloni nella basilica di San Lorenzo in Lucina. Il Vicariato chiarisce che nessuna decisione sulla rimozione è stata ancora presa e che ogni scelta sarà condivisa con Fec e Soprintendenza, mentre partono le verifiche sull’opera originale.

La chiesa in Lucina e il volto della Meloni
La chiesa in Lucina e il volto della Meloni

L’affresco emerso nella basilica di San Lorenzo in Lucina, ritoccato con tratti riconducibili alla premier Giorgia Meloni e collocato sopra la lapide di Umberto II, continua a suscitare polemiche. Il Vicariato di Roma ha chiarito che l’opera originale “di sicuro non era così” e che al momento non è stata presa alcuna decisione sulla possibile rimozione, che dovrà comunque essere condivisa tra il Fondo edifici di culto, la Soprintendenza e il Vicariato stesso.

Il restauro è stato eseguito dal sagrestano-restauratore Valentinetti su un affresco da lui realizzato nel 2000, ma secondo la diocesi non avrebbe rispettato il formato iniziale concordato. Il cardinale vicario Baldo Reina ha ribadito che le immagini sacre non possono essere oggetto di utilizzi impropri o strumentalizzazioni.

Intanto la Soprintendenza Speciale di Roma ha avviato ricerche d’archivio per confrontare l’attuale decorazione con il dipinto originale, passaggio necessario per valutare eventuali interventi.

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