21 Giugno 2021
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Al Maxxi la mostra “Gli architetti di Zevi”

Da oggi, 25 aprile, fino al 16 settembre 2018

L’Architettura non è fatta solo di edifici, progetti e disegni, ma ci sono alcuni intellettuali, teorici, storici che con il loro impegno critico, civile e anche politico hanno contribuito a influenzare le vicende architettoniche nazionali e internazionali per tutto il Novecento. In occasione del centenario della nascita, il MAXXI dedica una grande esposizione a Bruno Zevi e ai “suoi” architetti: Gli Architetti di Zevi. Storia e controstoria dell’architettura italiana 1944 – 2000, al MAXXI dal 25 aprile al 16 settembre 2018, realizzata con la Fondazione Bruno Zevi e curata da Pippo Ciorra e Jean-Louis Cohen.

Insieme a riviste, libri, manifesti, documenti audio e video del suo lavoro, sono esposti materiali relativi ai progetti, tutti realizzati, di 38 tra gli architetti che promuoveva, da Carlo Scarpa a Pier Luigi Nervi, da Piero Sartogo a Renzo Piano, da Franco Albini a Maurizio Sacripanti.

La mostra presenta materiali provenienti da preziosi fondi archivistici del MAXXI Architettura, della Fondazione Bruno Zevi e di altre autorevoli istituzioni nazionali, come lo IUAV di Venezia, lo CSAC di Parma, la Fondazione Michelucci, oltre a molti altri archivi privati. E’ incentrata sulla figura di Zevi a tutto tondo – docente e storico, critico, politico, progettista, “agitatore” instancabile del dibattito culturale e grande comunicatore – e sugli architetti che, nelle varie fasi della sua vita, scelse di sostenere e promuovere. Tra i temi emergenti della mostra, inoltre, il ruolo cruciale di Zevi in varie fasi del dibattito architettonico nazionale e internazionale, e l’importanza vitale, per lui e per tutta l’architettura italiana, del rapporto tra Architettura e politica attiva.

Gli Architetti di Zevi, nella galleria 2 del museo, è organizzata attraverso tre livelli principali di narrazione. Il primo è un resoconto “illustrato” della biografia di Zevi, ricostruita attraverso le sue parole e le sue azioni pubbliche. Il secondo presenta una selezione di progetti e architetti pubblicati nei suoi libri e nelle sue riviste, commentati dalle sue stesse parole. Il terzo livello affronta il suo funambolico attivismo nel campo della comunicazione dell’architettura: scrittore, editor, consulente di emittenti e case editrici, collaboratore di riviste, curatore di mostre epocali (come quelle su Michelangelo e Brunelleschi), Bruno Zevi esplora in lungo e in largo il campo delle possibilità comunicative dell’architettura e si rivela un precursore assoluto, introducendo media e strumenti mai usati fino ad allora per divulgarla, come la radio, la televisione, l’editoria low-cost.

La mostra è allestita come un grande studio, con tavoli, mensole e librerie. Sulle pareti campeggiano alcune citazioni chiave del grande critico alternate a fotografie, video, libri e riviste capaci di raccontare il suo impegno e i suoi plurimi interessi. Tutto questo fa da sfondo a disegni, plastici, materiali visivi che, distribuiti su tavoli e supporti vari, raccontano i progetti dei tanti architetti coinvolti. Ovunque, in mostra, Bruno Zevi ci parla dei progetti attraverso i testi stampati, la sua voce inconfondibile, le immagini televisive. A dare ordine ai materiali numerosi e diversi, una lunga timeline illustrata della sua vita, con le sue opere, gli incontri cardine (Frank Lloyd Wright, Adriano Olivetti, Ludovico Ragghianti, Lionello Venturi) e le sue accesissime battaglie. Distribuiti all’interno dell’allestimento quattro focus arricchiscono la timeline: Pensare la città moderna, che racconta la visione di Zevi “urbanista” eretico; Esporre la Storia, dedicato alle mostre epocali che cura: Biagio Rossetti (Ferrara 1956), Michelangelo (Roma 1964) e infine Brunelleschi. Anti-classico (Firenze 1964); Comunicare l’Architettura, che ripercorre la sua naturale vocazione a comunicare, diffondere, sostenere, l’architettura su riviste, libri, giornali e altri media; infine Zevi contro, che rievoca la vis polemica e “resistente” che lo anima sia in campo politico che architettonico.

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