Al museo Barracco di Roma riapre la Casa Romana con progetto “Lifi”

A partire dal 6 gennaio i visitatori avranno l'opportunità di approfondire una selezione di opere della collezione permanente attraverso l'esperienza innovativa offerta dal progetto Li-fi, una modalità di visita con tecnologia senza fili

La Casa Romana nei sotterranei del museo di scultura antica Giovanni Barracco a Roma

L’antichità incontra l’innovazione sostenibile: al museo di scultura antica Giovanni Barracco è stato presentato, questa mattina, il progetto Lifi, con la riapertura al pubblico della Casa Romana nei sotterranei del museo.

Doppia novità, dunque, al museo di scultura antica Giovanni Barracco.

A partire dal 6 gennaio i visitatori avranno l’opportunità di approfondire una selezione di opere della collezione permanente attraverso l’esperienza innovativa offerta dal progetto Li-fi, una modalità di visita con tecnologia senza fili promosso da Roma Culture, sovrintendenza capitolina ai Beni Culturali e presentato dalle aziende To Be Srl, Db ingegneria dell’immagine Srl e Tecno electric Srl con il sostegno dell’Unione Europea. Il progetto fa parte dei 43 vincitori – su 126 partecipanti – del bando “L’impresa fa cultura” indetto dalla Regione Lazio per promuovere, attraverso l’uso di nuove tecnologie, il patrimonio culturale del Lazio. Il museo Barracco è tra i primi musei al mondo a dotarsi del sistema Li-Fi, acronimo di Light Fidelity.

Un meccanismo di comunicazione tra i più moderni e innovativi che consente di trasmettere informazioni e immagini in modalità wireless, mediante la modulazione della luce, da appositi faretti Led (trasmettitori) ai dispositivi mobili dei visitatori dotati di fotocamera (ricevitori). Per fruire dei contenuti multimediali di approfondimento, rispetto al percorso di visita ordinario, basterà scaricare l’apposita App e posizionare lo smartphone o il tablet sotto la luce del faretto Li-Fi. Una soluzione realizzata con attenzione a modalità di fruizione ‘non tradizionali’: è presente infatti una doppia modalità di fruizione, sia per vedenti che per non vedenti (o ipovedenti), grazie all’utilizzo di tracce audio realizzate a partire dai contenuti testuali. La tecnologia si potrà sperimentare al museo Barracco fino al 20 febbraio 2022, con possibilità di proroga.

Alla presentazione del progetto, sono intervenuti la sovrintendente capitolina ai Beni Culturali Maria Vittoria Marini Clarelli, la curatrice e responsabile del museo Lucia Spagnuolo, il capo di gabinetto del Consiglio regionale della Regione Lazio, Roberto Pollari, il Founder e Ceo di To Be Srl, Francesco Paolo Russo, il Project manager Db ingegneria dell’immagine Giancarlo Brasini, il presidente di fondazione Univerde Alfonso Pecoraro Scanio e il presidente Angi – Associazione nazionale giovani innovatori Gabriele Ferrieri. “Siamo contenti di condividere con una start up di questa qualità la presentazione di questo museo”, commenta la sovrintendente capitolina ai Beni culturali di Roma Capitale, Maria Vittoria Marini Clarelli.

“Oggi – aggiunge – è una giornata importante, siamo contenti di aver condiviso con talenti giovani e innovativi nella loro proposta la riapertura della casa romana e la valorizzazione del nostro museo Barracco. La Casa Romana riaperta oggi è un luogo eccezionale che sarà inserito all’interno del Pnrr”, sottolinea la sovrintendente. “Siamo molto felici di aver lavorato per presentare oggi questo prodotto multimediale”, sostiene, Lucia Spagnuolo, curatore e responsabile del museo di scultura antica Giovanni Barracco. “L’applicazione può aiutare ancora di più il visitatore ad orientarsi all’interno nelle sale del museo. Laddove ci possano essere limitazioni per fragilità di terzi – aggiunge – c’è la possibilità di vedere l’immagine ingrandita, oppure leggere in box ingrandito descrizione che sarebbe difficile leggere dal fuori della vetrina. Sono tutte possibilità aggiunte da questa app, che offre un valore aggiunto. L’obiettivo è rendere ancora più vicino il visitatore al museo che fanno del museo Barracco un’eccellenza”, sottolinea Spagnuolo.

“Pensare di fare ecodigital in una struttura del genere è un’innovazione”, commenta così, Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della fondazione Univerde, Il progetto Life è ecodigital, “riprende la campagna che ho lanciato durante la scorsa campagna elettorale amministrative nelle principali città italiane”, aggiunge. “Non c’è transizione ecologica se non usiamo il digitale, oggi dobbiamo certificare quello che succede e il digitale ci dà una verifica costante di quello che succede. La transizione digitale è essenziale, il progetto Life è una sintesi perfetta di ecodigital”, conclude Pecoraro Scanio. La sperimentazione coinvolgerà una selezione di 14 punti di interesse, di cui nove nelle sale al piano terra e al primo piano e cinque nella casa romana, risalente nelle sue principali strutture documentate al IV secolo d.C. e situata nei sotterranei del museo, che riapre al pubblico per l’occasione dopo oltre 20 anni di chiusura. La scoperta dei resti nei sotterranei del museo Barracco è fortuita e risale al 1899, nel corso dei lavori di parziale demolizione dell’edificio rinascimentale, che dal 1948 ospita il museo, realizzati per l’apertura del nuovo asse viario di Corso Vittorio Emanuele. La domus, che non è accessibile al pubblico dal 2000, sarà straordinariamente aperta tutti i giorni (tranne il lunedì) fino al 9 gennaio e, successivamente, fino alla fine di febbraio, solo nei fine settimana, dal venerdì alla domenica. La riapertura temporanea della Domus, legata alla sperimentazione, è solo il primo passo di un più ampio e complesso progetto di valorizzazione del sito che avrà sviluppo nei prossimi mesi.

 

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