Aldo Moro: sale la quotazione del “Comunicato n.1” del rapimento in vendita all’asta online

È un simbolo di uno dei periodi più bui della nostra storia. Per Mainetti, che gli fu al fianco, il documento della casa d’aste romana ha un peso storico, e ricorda la sofferenza dell’uomo e la sconfitta del sistema  

Il 18 gennaio sarà aggiudicato all’asta, presso la Bertolami Fine Art, uno dei volantini ciclostilati su carta distribuito a seguito del rapimento di Aldo Moro ad opera delle Brigate Rosse, datato 16 marzo 1978. Questo fu il primo di una serie di comunicati che seguirono fino all’epilogo drammatico della vicenda del sequestro durato 55 giorni, durante i quali l’Italia rimase sospesa nella speranza di un esito positivo.

 

Il testo dal contenuto violento e sovversivo, riporta alla memoria i ricordi di uno dei momenti più bui della nostra storia democratica. All’epoca il documento fu redatto e fatto pervenire sia alle organizzazioni giornalistiche perché divulgassero le motivazioni del rapimento, ma anche in una seconda fase fu diffuso, a partire dal 20 marzo, anche davanti a luoghi pubblici come scuole e uffici per informare i cittadini delle motivazioni del rapimento. A questa seconda fase apparterrebbe il documento in vendita, riprodotto in centinaia di copie, e questo esemplare sarebbe stato conservato da un privato piegato all’interno di un libro, racconta Giuseppe Bertolami, Amministratore unico della casa d’Aste romana.

Ha fatto le sue verifiche anche la Direzione Generale Archivi del Ministero della Cultura, dove nell’ambito del “Progetto Moro” sono conservati 41 esemplari ciclostilati originali del ‘Comunicato n.1’ della prima stesura e anche la Digos si è recata negli uffici della casa d’aste Bertolami per accertamenti.

“Per chi ha vissuto intensamente quegli anni – afferma Valter Mainetti, noto imprenditore romano e fondatore di Sorgente Group  – ed è stato al fianco del Presidente Aldo Moro, il solo ricordo ci rinnova la sofferenza per l’Uomo e la sconfitta per tutto il sistema democratico. Mi auguro che chi deciderà di acquistare questi documenti, conosca veramente il loro valore e peso storico”.

Ma non è la prima volta che documenti degli anni di Piombo vanno all’asta. Già nel 2012 presso la casa d’aste Bolaffi a Milano vennero aggiudicati 17 volantini e comunicati ciclostilati delle Brigate Rosse del periodo 1974-1978, tra i quali il “comunicato n.6” quello del 15 aprile del 1978 con l’annuncio della condanna a morte di Aldo Moro, alla cifra di 17mila euro, acquistati dal senatore Marcello dell’Utri per la Fondazione Biblioteca di via Senato a Milano, che possiede l’archivio sul Sessantotto e gli anni successivi più importanti d’Italia.

La vicenda della vendita all’asta di questo documento ha suscitato clamore e indignazione, ma non è la prima volta che vanno all’asta opere e oggetti appartenuti a fatti e personaggi storici o religiosi o anche del mondo dello spettacolo. Sono le nuove reliquie dei nostri tempi che tanto interesse stanno ricevendo negli ultimi anni con l’acquisizione anche a cifre sorprendenti.

Così anche la quotazione, nell’asta on line di Bertolami, del lotto 43 continua a salire e da una stima di partenza di 1.300/1.700 euro è arrivata con 39 offerte a 13mila euro, probabilmente anche grazie a tutto l’interesse mediatico.

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