Alla Galleria Vittoria ‘Metamorfosi di un Sogno’ di Federica Zuccari

Mercoledì 16 Maggio l'inaugurazione della mostra, a cura di Tiziana Todi, che resterà aperta fino al 27 maggio

Per la sua prima personale, “Metamorfosi di un sogno”, Federica Zuccheri presenta una serie di sette opere inedite. La mostra è un viaggio narrato attraverso le sculture iconiche che ci conducono in un microcosmo barocco in cui è narrata una fiaba fatta di satiri naiadi e fauni.

La Zuccheri racconta attraverso dettagli magici e poetici metafore che le sono congegnali dove svela  lo stato d’animo umano.

Scrive di lei Tiziana Todi

Federica ama la vita, ama il sogno e la leggiadria ed istintivamente tutto trasforma con il suo umano sentire, attraverso un percorso complesso, fino a giungere ad una metamorfosi creatrice di personaggi e scene collettive, rivalutando il ruolo dell’essere umano al centro dell’universo.

Nelle sue opere la Zuccheri crea nello spettatore un disorientamento psichico frutto del suo linguaggio ludico, caratterizzato da una instabilità vertiginosa, sempre al confine tra sogno e realtà.

Ci pone così davanti a eventi inspiegabili che sono il frutto fantastico dei suoi sogni. Il tutto giocato sul racconto di varie vite.
La metamorfosi, spesso presente e profondamente radicata nei racconti fiabeschi, è la chiave di volta delle opere e viene vista come un percorso naturale, che avviene nelle piante e negli animali, come l’elemento principale che ha ispirato l’elaborazione dei miti, immaginando uomini con caratteristiche particolari e destabilizzanti che conservano comunque la propria identità.
Accade così, come in un racconto grottesco che sfocia nel fantastico, che le opere diventino un racconto che nasce dall’autore, ma che allo stesso tempo assume una vita propria.

Federica trasporta le proprie opere nell’universo meraviglioso, fuggendo così dal mondo reale e proiettando l’immaginario in un’altra dimensione.
Nel suo narrare gioioso crea i protagonisti dei suoi sogni immortalandoli in gruppi di statue raffiguranti fauni, satiri, ninfe, baccanti amorini.

Federica si nutre dell’arte del passato, tutte le sue opere pongono l’accento sull’aspetto eroico del mito, traendo in prevalenza la sua ispirazione, nei soggetti, nelle allegorie, nei motivi decorativi, dal mondo pagano, di cui interpreta lo spirito e le modalità narrative, soffermandosi sui dettagli naturalistici e cogliendo gli episodi più arguti.
Nella sua continua ed ansiosa aspirazione di raggiungere pienamente l’ideale classico, predilige spesso, nei soggetti e nelle forme esteriori, gli aspetti caratteristici dell’antica Roma.

Certamente i contenuti sono da decifrare, le sue sculture sono dedicate ad un pubblico sensibile e colto, dove l’immagine tenta di recuperare la spiritualità che esiste nel reale, ma è difficilmente visibile ad occhio nudo.

Interpretando le corrispondenze tra il mondo oggettivo e soggettivo, Federica giunge ad un risultato finale sempre emozionante e coinvolgente perché attraverso le sue sculture crea magicamente, rendendo presente ciò che si vede con l’anima, al di là delle apparenze, e quindi mitologia, sogno e religione, vengono legate tra loro da una struggente nostalgia di un mondo ormai inesistente.
Federica non si propone di riprodurre il mondo esteriore, ma il mondo delle suggestioni fantastiche, dei sogni attraverso allusioni simboliche, ponendo la logica del visibile al servizio dell’invisibile con la padronanza di chi sa utilizzare moduli figurativi arcaici e ancestrali nella loro bellezza ideale, cristallizzata nel tempo dell’eternità.

La mostra sarà aperta fino al 27  Maggio.

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