Ara Pacis /Lucio Dalla: Gotor, patrimonio nazionale da celebrare a Roma, città d’incontri illustri – VIDEO

L’assessore alla Cultura ricorda il legame profondo con Roma del grande cantautore, che, nel decennale dalla scomparsa, viene onorato con una grande mostra immersiva e trascinante grazie a suggestioni, immagini e oggetti evocativi

‘’Lucio Dalla ebbe un legame profondo con la Capitale dove visse tra il 1980 e 1986, nel quartiere di Trastevere a vicolo del Buco. Il grande cantautore ebbe dei rapporti privilegiati con questa città, ebbe grandi amicizie musicali con Antonello Venditti e Francesco De Gregori. Amava passeggiare nei vicoli e goderne tutte le sensazioni, la vivacità. Mi ricordo ancora quando piccolino passeggiavo per Villa Pamphili e si parlava del concerto di Lucio Dalla e Francesco De Gregori, in tour con Banana Republic nel 1979”. Miguel Gotor, Assessore alla Cultura di Roma Capitale, considera la mostra evento ‘’ “LUCIO DALLA. Anche se il tempo passa”, visitabile fino al 6 gennaio al Museo dell’Ara Pacis, un giusto riconoscimento a uno dei più amati e stimati artisti italiani, un ‘’patrimonio nazionale’’ conosciuto a livello internazionale, nonché persona generosa e di grande umanità.  

Nelle oltre dieci sezioni della mostra,  partendo dalla Famiglia-Infanzia-Amicizie, attraverso La Musica, Il cinema, Il Teatro, fino alla sezione inedita ed esclusiva Dalla e Roma, sono esposti oggetti, come il suo primo microfono, documenti, foto con personaggi famosi incontrati lungo la sua carriera, abiti di scena e i suoi indimenticabili cappelli e berretti, le locandine dei film a cui ha partecipato, tutte le copertine dei suoi dischi, in un percorso di memoria e ricordi sempre presenti. 

In particolare nella sezione Dalla e Roma, oltre ad ammirare le numerose fotografie è possibile ascoltare la celebre canzone “La sera dei miracoli”. Inoltre viene ricordato come Dalla considerava la Capitale: “Roma è una delle città più belle del mondo, se non la più bella, è una gigantesca opera d’arte. In più ha una capacità unica di cavalcare le proprie energie positive e negative. Per questo la amo”. 

“Realizzare questa mostra – spiega l’ideatore e curatore, Alessandro Nicosia, noto organizzatore di eventi – è stato un percorso complesso, che ha richiesto un’attenta ricerca tra dichiarazioni, interviste, testimonianze di chi ha conosciuto direttamente Lucio Dalla. Era necessario, in occasione della celebrazione del decennale della sua scomparsa e insieme dell’ottantesimo della nascita, raccontare l’Universo Dalla, far conoscere non solo il cantante, ma l’uomo che è stato, spesso poco conosciuto, le sue numerose amicizie e la sua generosità”.

La mostra, che ha fatto già una tappa a Bologna, sua città natale, dopo Roma si trasferirà a Napoli, presso il MANN dal 4 marzo 2023. Anche la città partenopea era particolarmente amata dal musicista.  “Sono nato a Bologna, ma quel giorno – amava dire – la cicogna che mi ha portato doveva essere cieca”, tanto si sentiva napoletano nel cuore.  Poi la mostra sarà ospitata a Pesaro. Infatti nel Montefeltro Dalla acquistò una casa dove compose numerose canzoni e insegnò all’Università di Urbino. A Milano, infine,  la mostra finirà il suo tour.  

Alla presentazione sono intervenuti con racconti inediti due suoi grandi amici come Renzo Arbore e Carlo Verdone.  Arbore ha raccontato che per una fortuita serie di coincidenze, lo conobbe già da bambino, quando la mamma di Lucio, Jole, sarta e modista, si recava nella sua casa di Foggia per mostrare e vendere i suoi abiti. Poi si rincontrarono, adulti e musicisti: Ci accomunava – ha sottolineato Arbore – la grande passione per il clarinetto. La sua ecletticità lo faceva amare moltissimo, poiché attingeva a tutte le musiche del mondo, partendo dal jazz”. 

Carlo Verdone ha ricordato invece del suo incontro con Lucio Dalla per richiedere le musiche necessarie e l’autorizzazione sulla sceneggiatura per produrre il film Borotalco: “Ero molto impaurito dal pensiero di incontrarlo. Ma poi mi dissi: un bolognese che va a scegliere la sua casa in un vicolo un po’ buio, della vecchia Roma belliana, una cosa che solo un romano può fare …. deve amare molto questa città”. 

Grande attenzione è stata rivolta dalla Direzione del Museo dell’Ara Pacis e dalla Sovrintendenza Capitolina, affinché la mostra fosse veramente fruibile a tutti attraverso un allestimento inclusivo, dotato di tutti i supporti necessari. Grazie alla presenza di monitor con i video delle performance in Lingua Italiana dei Segni (Lis) di Mauro Iandolo, della cooperativa Segni di Integrazione-Lazio, che interpreta con il suo corpo La sera dei miracoli, Cara e 4 marzo 1943, è possibile ai non udenti comprendere le parole e le emozioni delle canzoni. Anche le persone con disabilità visiva hanno a disposizione un percorso dotato di pannelli in braille e relative audiodescrizioni, realizzato in collaborazione con il Museo Tattile Statale Omero. 

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