15 Giugno 2021
Il meteo a Roma

Brindisi e discorsi non aiutano l’Europa

Il peso della diplomazia delle celebrazioni ricorda tempi passati. La capacità di cambiamento sarebbe stato il miglior tributo alla nuova Europa

bandiera europa unita

 

 

Un’altra Europa è possibile: può essere la boa di salvezza in un sistema globale che mette sotto attacco il welfare, la partecipazione, i diritti sociali e civili. Con questo messaggio di speranza la sociologa di fama, Saskia Sassen, docente della Columbia, conclude l’intervista a ‘’ La Repubblica’’.

 

Indirettamente le risponde Papa Bergoglio che ai leader europei dice che nel mondo multiculturale i valori della civiltà europea potranno continuare a trovare cittadinanza, se sapranno mantenere il loro nesso vitale con la radice che li ha generati, ossia il Cristianesimo, senza il quale giustizia, libertà e giustizia risultano incomprensibili.

 

Fra l’Europa economica e valutaria, realizzata troppo in fretta, e un’ Europa politica e fiscale che non riesce a trovare consensi unanimi,  potrebbe essere l’Europa sociale ad avere il sopravvento e rilanciare un’Unione, che arriva al sessantesimo compleanno ammaccata come mai.

 

Altro che festeggiare, piegando le ginocchia già malconce di Roma, inondando  i media di fiumi di parole, brindando in splendidi palazzi storici, reliquie di un’epoca sempre più lontana. Come sottolinea il tremolante filmato in bianco e nero della firma al Trattato,  riproposto dalla televisione.

 

Ma fra tutti i litigiosi leader nessuno ha osato riflettere che forse bastava un collegamento in videoconferenza, senza dare una volta di più alla gente la sensazione di una inutile e costosa mobilitazione della diplomazia. Qualcuno non si è chiesto che forse il digitale avrebbe potuto evitare i cortei di sfreccianti auto blu e le numerose repliche di cerimonie in lussuosissimi ambienti museali.

 

Anche quegli uomini in abito scuro, con la modaiola cravatta azzurra,  che ascoltano in grande compostezza tanti discorsi incomprensibili,  appaiono degni protagonisti di quell’Europa che ha stancato molta gente: anziché dimostrarsi capaci di soluzioni, da anni sono noti solo per gli annunci.

 

L’ultimo annuncio è quello della Commissaria europea al lavoro che ha detto che nei prossimi giorni l’Unione varerà una serie di misure per migliorarne le condizioni.  Anche il Presidente Paolo Gentiloni ha evocato il lavoro come obbiettivo primario. Intanto fra un brindisi e un discorso,  prima della grande scoperta,  la disoccupazione, soprattutto quella giovanile, è arrivata mediamente al 20 per cento e in Italia quasi al doppio.

 

 

 

 

 

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