Cinema: ai Parioli chiude  il Roxy, raccolta di firme per evitarlo

I residenti denunciano su facebook la desertificazione culturale e lanciano un appello perché la città non sia solo shopping e ristoro ad uso di un turismo di massa. In pochi anni a Roma dismesse 102 sale

photo credit: Alberto M.

Un’altra sala cinematografica e ancora una volta in una delle zone più ricercate e ambite della città, si aggiunge al lungo e triste elenco dei cinema che nel quartiere Parioli-Pinciano hanno chiuso per sempre. Lo denuncia  il ‘Corriere della Sera’.

Amato e frequentato da intere generazioni di residenti e non solo, da qualche settimana anche il Roxy Parioli di via Luciani, ha abbassato definitivamente le saracinesche. Dopo l’Embassy in via Stoppani dietro a piazza Ungheria, da anni in stato di abbandono e l’Empire in viale Regina Margherita, più recentemente si è “spento” anche il Fiamma in via Bissolati, a ridosso di via Veneto.

Ma per il Roxy, i cittadini non si rassegnano e su change.org è stata lanciata la petizione “No alla chiusura del cinema Roxy ai Parioli” perché venga riaperto: “Si tratta dell’ultima storica multisala del quartiere Parioli, attiva fin dagli anni 50, dall’elevato valore storico: un piccolo cinema, si legge nell’appello su Facebook, con una programmazione di ottimo livello qualitativo, ad alta redditività e frequentata da un vasto ed affezionato pubblico”.

Sembra che la proprietà, titolare anche del vicino Hotel Polo, e di un noto ristorante brasiliano, entrambi a pochi passi dal cinema, abbia incontrato negli ultimi tempi insuperabili difficoltà finanziarie mentre altre fonti attribuiscono la definitiva chiusura della sala all’emergenza Covid, “a causa dei lunghi periodi di chiusura, ingressi contingentati, scarsità di nuove visioni a causa del blocco delle produzioni e il boom dei film in streaming”.

Negli ultimi anni, nella Capitale sono stati definitivamente chiusi un centinaio di cinema, di cui, secondo la mappatura realizzata dall’associazione “Dire Fare Cambiare”, presieduta da Silvia Sbordoni, 43 risultano abbandonati o dismessi, 53 sono stati trasformati in sale bingo, negozi o supermercati e solo in cinque casi sono stati riaperti, su iniziativa di privati, come luoghi culturali con valenza sociale.

Nel dettaglio, 13 ex sale cinematografiche sono diventate negozi o attività commerciali, 11 oggi sono sale bingo, 6 trasformate in super- mercati, 4 centri convegni, 4 sono diventate chiese, 4 hotel, 2 banche, 2 appartamenti privati, riorganizzate come centri sportivi. Infine, sempre secondo l’indagine dell’associazione, “al posto di un cinema oggi ci sono anche una sede della massoneria, una discoteca, uno studio Tv, una università e un fast food”.

Ma l’affezionato popolo del Roxy non vuole che lo stesso destino tocchi anche al suo amato cinema di quartiere. Cosi, nella petizione rilanciata via social, si punta il dito «contro la desertificazione culturale che avanza» e si invita a far sentire la propria voce firmando l’appello «per una città che non sia solo shopping e ristoro ad uso di un turismo di massa perché, nonostante gli incentivi economici anche europei ed una legislazione a favore dei cinema storici, finora rimasta inapplicata. Roma si sta avviando passo dopo passo a raggiungere il triste primato di unica città tra le capitali europee senza più sale cinematografiche nel centro storico e dintorni».

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