Colosseo: i romani riscoprono il monumento simbolo

Iconico del patrimonio culturale e della nostra storia. Ispirò molti pittori fra i quali nel XVIII secolo una emblematica opera di Andrea Locatelli della Fondazione Sorgente Group di Valter Mainetti.

Dopo il lungo periodo di chiusura, ben 84 giorni, a causa del lockdown, in febbraio ha riaperto il Colosseo. Per l’occasione gli allievi del Conservatorio di Santa Cecilia si sono esibiti in concerto all’interno dell’anfiteatro, accompagnando i visitatori in un’esperienza immersiva e coinvolgente. “Riapriamo nel segno della bellezza, dell’arte, della cultura e della musica” ha affermato la direttrice del Parco Archeologico del Colosseo, Alfonsina Russo, riproponendo il monumento icona della città di Roma.
Parte integrante ed inscindibile dell’Urbe dall’80 d.C., costruito per volontà dell’Imperatore Vespasiano della gens flavia, l’Anfiteatro flavio, ovvero il Colosseo, ha assistito e partecipato a tutte le vicende che si sono susseguite nella storia. Protagonista silenzioso, ha assistito ai mutamenti della città subendo moltissimi danneggiamenti, incendi, devastazioni, tentativi di ricostruzioni per volontà di imperatori come Eliogabalo, Alessandro Severo, Costantino e infine Odoacre.

Dopo la caduta dell’impero e i terremoti viene persino derubato dei marmi.

Con la caduta dell’impero romano e il terremoto alla fine V secolo d.C., fu definitivamente abbandonato, adibito ad area di sepoltura e poi di abitazione. Nel medioevo fu la fortezza dei Frangipane e degli Annibaldi fino al 1312, quando l’imperatore Enrico VII lo riconsegnò al Senato e, quindi, al popolo romano. I terremoti del 1231 e del 1349 portarono altri danni al Colosseo, che divenne una vera e propria cava di marmo e travertino a cielo aperto da dove poter sottrarre blocchi per le nuove costruzioni fino a tutto il XVII secolo.

Ma il Colosseo rimaneva a guardia della città in attesa a risorgere. Con l’avvicinarsi dell’illuminismo, delle nuove ricerche archeologiche e degli scritti del Winkelmann, la potenza ispiratrice del passato, delle antiche rovine e della classicità ritornò con forza e numerosi furono i dipinti che celebravano i monumenti romani e fra di essi il Colosseo.
Nel XVIII secolo torna ad essere considerato e apprezzato Emblematico è il dipinto eseguito all’inizio del XVIII secolo da Andrea Locatelli, “Veduta del Colosseo con archeologi e operai al lavoro” della Collezione Fondazione Sorgente Group, presieduta da Valter e Paola Mainetti, dove il monumento è protagonista assoluto della scena con archeologi e visitatori ammirati. Un Colosseo ancora ferito dai danni e dalle devastazioni del passato, ma ora guardato con interesse storico e di conservazione. Nel dipinto risulta mancante anche una parte dell’anello interno, che in realtà non crollerà mai, probabilmente una licenza pittorica per mostrare in primo piano non solo i protagonisti e anche l’arena e la cavea interne.

Il desiderio di ricerca archeologica, di recupero e conservazione del monumento porterà alla realizzazione dello sperone di sostegno in laterizi, ancora oggi ben visibile che faceva da contrafforte all’anello estero, realizzato da Raffaele Stern nel 1807, evitando così il crollo, che risultava imminente. Si aggiungerà, poi l’importante costruzione nel 1827 di un nuovo sperone nella terminazione dell’anello perimetrale, ma verso i fori imperiali, con la presenza di arcate identiche alle originali, guidata da Luigi Maria Valadier. In quegli anni furono, inoltre, condotte importanti campagne di scavo a partire da Carlo Fea, Commissario per le Antichità, nel 1811-12, poi da Pietro Rosa nel 1874-75, fino ancora ad oggi, con indagini negli ambienti ipogei dell’arena.

Ma scavi e i restauri continuano ancora oggi col sostegno del Gruppo Tod’s

Per non dimenticare l’ultima grande impresa di restauro conclusasi nel luglio del 2016, che ha visto la mappatura, pulitura e consolidamento di tutte le superfici, grazie alla partecipazione e il sostegno economico del Gruppo Tod’s, di Diego Della Valle, dando prova evidente di come gli imprenditori privati possano aiutare nella conservazione e valorizzazione del nostro patrimonio culturale.
Oggi gli ambienti interni del Colosseo sono utilizzati anche come sede di importanti mostre. Il 9 febbraio 2021 è stata inaugurata la grande mostra “Pompei 79 d.C. Una storia romana”, dove attraverso l’esposizione di 100 reperti archeologici è possibile ripercorrere la storia dall’assedio romano di Pompei nell’89 a.C., il terremoto nel 62 d.C., fino all’evento distruttivo nel 79 d.C. che segnò l’oblio del centro vesuviano, mentre Roma si avviava a divenire padrona di un vasto impero.

© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
Radio Colonna