“Da oggi il Mitreo di Corviale è chiuso”: la denuncia del Pd romano

Il capogruppo capitolino Giulio Pelonzi e la consigliera dem Giulia Tempesta accusano la giunta Raggi di non essere riuscita a trovare "una soluzione per garantire il proseguimento delle attività" del polo culturale, la cui concessione è scaduta il 31 luglio scorso

“Da oggi il Mitreo di Corviale è chiuso. La situazione è gravissima e mette a repentaglio l’attività di un presidio culturale e sociale prezioso che svolge una attività unica per il quartiere e per tutto il quadrante ovest della città”. A denunciarlo sono il capogruppo del Pd capitolino Giulio Pelonzi e la consigliera dem Giulia Tempesta.

Lo scorso 22 luglio diverse associazioni riunite sotto la sigla “Siamo tutti il Mitreo” di Corviale cdi erano mobilitate per manifestare contro la chiusura di questa realtà territoriale, trasformata negli anni in un polo culturale importante per la periferia romana. La sua esistenza è pero legata a una concessione – già prorogata – scaduta il 31 luglio scorso, e che andava rinnovata.

“L’amministrazione e la sindaca Raggi, nonostante le ripetute rassicurazioni negli ultimi mesi, non sono riusciti a trovare una soluzione per garantire lo svolgimento e il proseguimento delle attività del Mitreo – aggiungono i consiglieri Pd -. Come gruppo capitolino del Pd, chiediamo a tutta l’Assemblea capitolina di farsi portatrice di un impegno concreto per scongiurare l’ulteriore depauperamento culturale di una periferia che non può essere ulteriormente penalizzata dalle indecisioni e dall’assenza di responsabilità politico-amministrativa a vari livelli istituzionali. Tutto ciò anche in considerazione del positivo sopralluogo svolto dall’ufficio tecnico comunale, delle dichiarazioni reiterate dell’assessora alla crescita culturale Lorenza Fruci, nonché delle rassicurazioni fornite dalla stessa sindaca Raggi e della sua delegata alle periferie Federica Angeli. La politica – concludono i consiglieri dem – non può essere commissariata dalla mannaia della burocrazia che rischia di cancellare un patrimonio culturale che ha dato vita ad importanti iniziative negli ultimi 3 lustri di questo secolo. Il Comune si attivi per tenere aperto questo spazio”. 

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