Da scavo abusivo a scoperta archeologica: trovata una villa romana nella tenuta agricola di Castel di Guido – FOTOGALLERY

Le indagini condotte dalla Soprintendenza Speciale di Roma hanno portato alla luce una villa di età imperiale straordinariamente ben conservata

I resti della villa romana rinvenuti a Castel di Guido nelle fotografie di Fabio Caricchia per la Soprintendenza.

È partita da una segnalazione di scavo abusivo e si è trasformata in una delle scoperte archeologiche più significative degli ultimi anni nell’agro romano. Nella tenuta agricola di Castel di Guido, a Roma, le indagini condotte dalla Soprintendenza Speciale di Roma hanno portato alla luce una villa romana di età imperiale straordinariamente ben conservata: murature alte fino a un metro e mezzo, mosaici, intonaci dipinti e un atrio con impluvium centrale decorato con motivi geometrici e vegetali.

A dirigere gli scavi è stata l’archeologa Alessia Contino. Attorno all’atrio si sviluppano ambienti pavimentati a mosaico e strutture legate alle attività produttive della villa, restituendo un quadro articolato di quella che doveva essere una dimora di rango. Tra i reperti più significativi spicca una statua frammentaria raffigurante un personaggio barbuto che trasporta un piccolo animale — un vitello o un maialino — identificato con ogni probabilità nel dio Silvano, divinità agreste legata al mondo rurale.

La qualità dei materiali e delle decorazioni suggerisce che la villa appartenesse a esponenti dell’aristocrazia romana vicini al demanio imperiale di Lorium, area frequentata da Adriano e poi da Antonino Pio – che vi edificò una residenza – e da Marco Aurelio. Un contesto di altissimo prestigio, che rende la scoperta ancora più rilevante.

“In pochi giorni i funzionari del ministero, in collaborazione con i carabinieri, hanno bloccato uno scavo clandestino e messo in sicurezza un’area archeologica di straordinario valore”, ha dichiarato il ministro della Cultura Alessandro Giuli, definendo l’intervento “esemplare”. La Soprintendente Daniela Porro ha sottolineato come la scoperta confermi “l’eccezionale ricchezza archeologica della città anche fuori dal centro storico” e l’efficacia di una tutela basata su cooperazione e prontezza d’intervento.

Per restituire ai cittadini i risultati dello scavo, è stato organizzato un open day venerdì 20 giugno, con visite guidate alle 17:00 e alle 18:15. Il percorso, di circa un chilometro e della durata di due ore, conduce direttamente allo scavo, dove sarà possibile ammirare i mosaici in corso di restauro. La prenotazione è obbligatoria su eventbrite.it.

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