Dal Liceo alla sala stampa: il festival visto dai teen

L’ufficio stampa del Liceo Cassini di Sanremo, dopo aver assistito al festival, tira le somme e firma il pezzo qui riportato

Teatro Ariston

Per il Festival di Sanremo è stata allestita una sala stampa di dimensioni davvero notevoli. Fra giornalisti e fotoreporter pluriaccreditati una postazione è stata riservata ad alcuni studenti del LICEO D. CASSINI di Sanremo. Bella esperienza per loro e per noi che riceviamo e pubblichiamo integralmente le loro considerazioni sulla manifestazione. Anche le foto sono dei liceali e sono davvero belle! Complimenti a loro e al corpo insegnante che ha incentivato la “prova”.

 

 

“Di polemiche sul Festival della canzone italiana ce ne sono sempre state: dalle poltrone dei talk show televisivi, ai bar sotto casa, alle cene di famiglia, come si suol dire, “tutti cantano Sanremo”. Certamente fin dai primi anni la manifestazione, grazie alla sua capacità di riunire i maggiori rappresentanti del panorama televisivo italiano, ha saputo far parlare di sé nel bene e nel male.

Ma forse nessuno vive questo evento con più intensità degli stessi sanremesi. Anche su questo tema sono già stati scritti fiumi di parole, il cui fil rouge sembra sempre essere l’indignazione comune per il trattamento riservato agli abitanti e alla città, che per una settimana cambia completamente identità, quasi fosse stata conquistata dopo un aspro assedio dalla Rai stessa; transenne, camion, polizia, sono solo una piccola parte della metamorfosi mediatica della piccola cittadina in capitale della canzone.

Certo è che, col passare degli anni, nonostante il Festival sia rimasto più o meno simile a se stesso, i cittadini, complice la tendenza che vuole la massa sempre più critica nei confronti di tutto e tutti, sono sempre più insoddisfatti e disfattisti nei confronti di un evento che sembra portare vantaggio solo al settore commerciale, con il contro di buttare nel caos più totale l’intera provincia. Così, se prima si attendeva il Festival per poter respirare l’aria di splendore e notorietà, ora lo si aspetta con ansia per poterne distruggere ogni aspetto.

In entrambi i casi, il risultato non cambia: che Sanremo critichi o adori il Festival, durante il mese di Febbraio non si parlerà d’altro, un modo come un altro per dimenticare la vita quotidiana e sentirsi gli occhi di tutta Italia puntati addosso.”

 

Ufficio stampa Liceo g.D. Cassini

Zelda Moreno, Caterina D’Angelo, Erika Benedetti

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