Dopo il restauro, presentata la “Tomba dei Vasi Dipinti”

Al termine Giornate in ricordo dell'archeologa Maria Cataldi

La Soprintendenza ha potuto presentare alle autorita’ e alla stampa la Tomba dei Vasi Dipinti dopo il restauro completo a cura di Franco Adamo, finanziato dalla Ny Carlsberg Foundation per il tramite dell’Accademia di Danimarca: un patrimonio culturale restituito all’umanita’, che in futuro sara’ possibile rendere visitabile anche per il pubblico generale.

La presentazione e’ avvenuta al termine delle Giornate in ricordo di Maria Cataldi, la compianta archeologa direttrice della Necropoli e del Museo Archeologico Nazionale di Tarquinia per circa trent’anni, che si sono svolte fra Roma e Tarquinia dal 14 a oggi.

E proprio nella giornata conclusiva ampio spazio e’ stato dato al restauro della Tomba dei Vasi Dipinti, per poi aprire l’ipogeo restaurato nel pomeriggio a un gruppo ristretto di esponenti del mondo accademico e delle istituzioni, grazie all’ospitalita’ dell’azienda agricola Quattro Grani. All’inaugurazione hanno partecipato, tra gli altri, Charlotte Bundgaard, direttrice dell’Accademia di Danimarca, Martina Tosoni, del Comune di Tarquinia, Francesca Boitani, presidente dell’Associazione Amici delle Tombe Dipinte di Tarquinia, Giovanna Bagnasco Gianni e Matilde Marzullo, dell’Universita’ di Milano, Laura Michetti, Claudia Carlucci e Barbara Belelli, della Sapienza Universita’ di Roma, Maurizio Sannibale, Direttore del Museo Gregoriano Etrusco del Vaticano, gli etruscologi Gilda Bartoloni e Stephan Steingraeber, accolti dal Soprintendente Margherita Eichberg e dal funzionario archeologo Daniele F. Maras, con Annette Rathje dell’Accademia di Danimarca e i restauratori Adele Cecchini e Franco Adamo. La tomba torna cosi’ finalmente al suo splendore, dopo che l’ingiuria del tempo e soprattutto un devastante intervento dei “tombaroli” nell’agosto del 1963 aveva asportato ampie parti delle pareti dipinte per mezzo di una motosega (i dettagli negli allegati).

Il restauro ha inoltre riservato la splendida sorpresa di una nuova figura dipinta, in precedenza sconosciuta perche’ ricoperta da una incrostazione calcarea, ma ora tornata alla luce in tutti i suoi raffinati dettagli. Nel prossimo futuro, per poter rendere accessibile il monumento, sara’ necessario dotarlo di porta a vetro con taglio termico e metterne in sicurezza la via di accesso dal ciglio della ripa soprastante. In questo modo, dopo aver salvato un capolavoro archeologico da rovina certa, la tutela si potra’ coniugare con la fruizione pubblica, che ne e’ sempre il fine ultimo.

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