Festa del cinema di Roma: tra le novità un concorso con 16 film in gara

Al via la 17esima edizione dal 13 al 23 ottobre

Non si può dire che Paola Malanga e il suo staff siano stati con le mani in mano per preparare in soli cinque mesi la 17/ma edizione della Festa del cinema di Roma (13 – 23 ottobre) presentata stamani dalla stessa direttrice artistica e dal Presidente della Fondazione Cinema per Roma, GianLuca Farinelli.

Tante le novità, a cominciare dall’introduzione di un concorso, sedici film nella sezione, declinata sul cinema d’essai, dal titolo ‘Progressive Cinema’. Tra questi sette film diretti da donne e due italiani: LA CURA di Francesco Patierno e I MORTI RIMANGONO CON LA BOCCA APERTA di Fabrizio Ferraro.

“I festival si fanno coi film che si rendono disponibili – dice stamani Paola Malanga all’Auditorium – e in questo si respira molto l’aria del tempo, ma anche l’esperienza del lockdown e la guerra in Ucraina con ben due film. Questo il fil rouge del festival a cui si aggiungono elementi autobiografici e la storia con la S maiuscola”.

Ma non finisce qui. A un concorso dedicato al cinema indie con titoli che vanno dall’opera prima CAUSEWAY di Lila Neugebauer con Jennifer Lawrence alla coproduzione franco-ucraina SHTTL di Ady Walter, si uniscono nella sezione ‘Grand Public’ diciassette film pronti per il pubblico. Si va da COLIBRÌ di Francesca Archibugi, film d’apertura, ad ASTOLFO di Gianni Di Gregorio, da ERA ORA di Alessandro Aronadio a L’OMBRA DI CARAVAGGIO di Michele Placido, da IL PRINCIPE DI ROMA di Edoardo Falcone a RAPINIAMO IL DUCE di Renato De Maria, da LA STRANEZZA di Roberto Andò a WAR – LA GUERRA DESIDERATA di Gianni Zanasi.

Insomma tanta Italia compreso il corto LUCIANO PAVAROTTI, LA STELLA di Gianluigi Toccafondo che precederà Il COLIBRÌ. Sempre in questa sezione, troviamo sul fronte Usa: AMSTERDAM di David O. Russell, crime originale su tre grandi amici che si trovano al centro di uno dei complotti segreti più scioccanti della storia americana con Christian Bale, Margot Robbie e John David Washington; BROS di Nicholas Stoller, la storia di un conduttore di un podcast gay incaricato di aprire il primo museo newyorkese sulle tematiche LGBTQ; BUTCHER’S CROSSING di Gabe Polsky, western con Nicolas Cage cacciatore di bufali e THE MENU di Mark Mylod con Ralph Fiennes in una black comedy culinaria. Dalla Gran Bretagna invece: THE LOST KING di Stephen Frears, tra thriller e commedia, e WHAT’S LOVE GOT TO DO WITH IT? di Shekhar Kapur sul doppio interrogativo: matrimonio d’amore o matrimonio combinato? Matrimonio interrazziale o matrimonio all’interno della propria etnia? Un mix delle commedie di Richard Curtis (Quattro matrimoni e un funerale, Notting Hill, I Love Radio Rock) e i musical indiani di Mira Nair.

Nella sezione ‘Freestyle’, nuova di zecca, non competitiva e composta da 25 titoli, dalle serie ai video clip, dai film alla videoarte, troviamo tra gli altri: 75 – BIENNALE RONCONI VENEZIA di Jacopo Quadri; BASSIFONDI di Francesco Pividori, film scritto da Damiano e Fabio D’Innocenzo; DJANGO – LA SERIE di Francesca Comencini, dieci puntate ispirate all’omonimo cult movie di Sergio Corbucci del 1966; LOUIS ARMSTRONG’S BLACK & BLUES di Sacha Jenkins tratto dai diari audio di Louis Armstrong e, infine, ancora per le serie ROMULUS II – LA GUERRA PER ROMA di Matteo Rovere, seconda parte delle origini di Roma in protolatino. Tra gli omaggi quello a James Ivory a cui andrà il premio alla carriera 2022; poi ci sarà la retrospettiva ‘Ms. Woodward and Mr. Newman’ di quindici film a cura di Mario Sesti ; l’omaggio a Marisa Paredes e, infine, quello a Jean-Luc Godard. Best of 2022 è un’altra sezione non competitiva composta da film provenienti da altri festival internazionali, considerati tra i migliori della stagione.

Sulla presenza massiccia del cinema italiano in questa Festa di Roma, quello stesso cinema stigmatizzato da Alberto Barbera alla presentazione della 79/ma Mostra Internazionale d’arte Cinematografica di Venezia, replica Farinelli: “Probabilmente gran parte dei film che abbiamo visionato, Barbera non li aveva visti perché non erano ancora pronto. Comunque abbiamo l’impressione che lo stato di salute del cinema italiano è ottimo e che mai si è spinto in così tante direzioni e la selezione ne è un bellissimo esempio. Poi probabilmente si produce troppo nel mondo, non solo in Italia. Stiamo insomma vivendo un momento straordinario, ma certo si può fare meglio”.

Infine, il budget dell’anno scorso della Festa di Roma era di 5.683.000 euro, mentre quest’anno è salito a 6.373.000 euro. Altro elemento caratterizzante la diffusione in città del festival, con cinema dedicati come il Nuovo Sacher. In attesa dell’annuncio della giuria del concorso, oggi primi nomi per quella del Premio “Ugo Tognazzi” alla Miglior commedia: Carlo Verdone presidente, poi le attrici Marisa Paredes e Teresa Mannino (di Francesco Gallo per Ansa).

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