Festa del Cinema, Vanessa Redgrave e Michael Shannon star di giornata

Per i due attori incontri ravvicinati, presentano i doc: Sea of Sorrow e Trouble No More. Anche lo splendido A Prayer Before Dawn

Vanessa Redgrave presenta alla stampa il suo Sea of Sorrow © (Photo by Ernesto S. Ruscio/Getty Images)

Vanessa Redgrave e Michael Shannon sono i protagonisti della giornata di oggi alla Festa del Cinema. L’attrice inglese ha presentato insieme al figlio il documentario Sea of Sorrow, mentre l’attore americano ha parlato al pubblico di Trouble No More, un documentario che parla (in sintesi) della conversione di Bob Dylan.

Vanessa Redgrave, parlando in italiano e scusandosi per il ritardo, ha presentato il suo Sea of Sorrow, realizzato insieme a Carlo Nero e presentato a Cannes, il figlio avuto dall’attore Franco. Un documentario dedicato a quelli che il governo italiano e inglese definiscono “senza speranza o che non valgono nulla, questo è un significato molto pericoloso per la democrazia”.

L’attrice ha risposto solo a domande inerenti al documentario anche nel corso dell’incontro dedicato alla sua lunghissima carriera.

“Ho deciso di realizzare Sea of Sorrow dopo aver visto le immagini del bambino affogato a Bodum, sulla stessa spiaggia dei ricchi. In quel caso è stato commesso un crimine, il crimine sta nel fatto che alla famiglia sono stati negati i biglietti per andare in Grecia e compiere un tragitto di appena 4 km. Questo è l’esempio più orrendo dell’inumanità dei nostri governi. Non esistono governi di onestà civile, tranne Angela Merkel”.

Redgrave ha legato i testi di Shakespeare alle vite dei profughi: “Può capitare a chiunque, ne La Tempesta di Shakespeare è un capo di stato a essere un profugo. Il fatto che vengano spesso trattati come persone senza educazione, diritto alla salute è la storia che accade in UK e credo anche nel vostro”.

Per l’attrice inglese nel mondo non ci sono ipocriti che non fanno nulla per i rifugiati. Alla domanda in inglese sulla situazione delle nostre città, la Redgrave risponde adirata: “Lei non sa quale sia il problema e che cosa succede a una vittima di traffico sessuale. Ci sono bambine di otto anni vendute agli uomini che le richiedono perché vogliono ragazzine di quell’età. Anche in Italia i genitori hanno venduto i loro piccoli per il lavoro nero”.

Per salvarli l’attrice ha fondato insieme al figlio Carlo una ONG: Save Passages. L’attrice è apparsa un po’ troppo scontrosa, soprattutto nell’incontro con il pubblico, interamente dedicato al suo documentario.

Tutt’altro si può dire di Michael Shannon, l’altra star protagonista della giornata, a Roma per presentare un documentario su Bob Dylan: Trouble No More.

“È stato il mio primo concerto, in Kentucky, ho capito che era un uomo speciale. Ho spesso ascoltato la sua musica prima di salire sul palco, magari ci fossero più persone come lui”.

L’attore è noto per ruoli di personaggi al limite, ma ha parlato di quando ha interpretato George Westinghouse, uno degli uomini che si contese con Thomas Edison l’invenzione dell’elettricità:

“Ho avuto il privilegio di essere lui per il cinema, al dire il vero è stato un film prodotto da Weinstein, ma comunque è stato bello portare sullo schermo un uomo che ha costruito un impero senza fregare nessuno (screw il verbo usato da Shannon può anche significare fottere, ndr)”.

Sulla scelta di ruoli, l’attore ha sottolineato che è una domanda complessa, ma solo in apparenza:

“È una domanda difficile, ma sempre stupido se lo metti in relazione a quello che succede nel mondo. Ma se i mei film riescono ad aiutare a superare tuto questo. Ho fatto questo film perché sono riuscito a offrire un po’ di conforto e pace che è qualcosa di cui c’è disperatamente bisogno”.

L’attore, al termine della conferenza, si è fermato a parlare con giornalisti-fan, ha scattato foto e firmato numerosi autografi.

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