Fondazione Memmo, arriva la prima personale di Oscar Murillo – VIDEO

Negli spazi delle ex Scuderie di Palazzo Ruspoli, ‘Spirits and Gestures’

La Fondazione Memmo ha riaperto i battenti su via Fontanella Borghese con la prima personale in Italia dell’artista colombiano Oscar Murillo, tra i vincitori del prestigioso Turner Prize. Fabiana Marenghi Vaselli e Anna d’Amelio continuano a creare nuovi capitoli di interazione tra gli artisti stranieri e la città, aprendo gli spazi delle ex scuderie di Palazzo Ruspoli. Fuori il Tridente ribolle di traffico, turisti, attività, ma tra le mura dell’edificio che ben racconta i fasti dell’aristocrazia papalina, senza alcuna frenesia ma con un passo costante e determinato, si rinnova la tradizione seicentesca del Grand Tour puntando i riflettori anche sui maestri artigiani locali (un patrimonio di eccellenze da valorizzare per dare un futuro ai mestieri legati all’arte). Tutto è cominciato nel 2012 con la residenza (e la mostra) di Sara VanDerBeek che ha segnato l’avvio del programma espositivo dedicato al contemporaneo, in dialogo con istituzioni e realtà internazionale. Non solo residenze di artisti stranieri invitati a produrre lavori stimolati dal rapporto con Roma, ma anche un ciclo, ‘Conversation Piece’, curato da Marcello Smarrelli, che fa periodicamente il punto della situazione sulle presenze artistiche nel territorio urbano, coinvolgendo le accademie e gli istituti di cultura internazionali della Capitale. E ad ogni vernissage, emerge la comunità cosmopolita che abita la Capitale e che continua a portare nuova linfa creativa, lo sguardo ‘degli altri’ diventato necessario per capire a che punto siamo.

Tornando a Murillo e alla sua mostra ‘Spirits and Gestures’, curata da Francesco Stocchi: il lavoro che vediamo ora in esposizione nasce dalle visite dell’artista a Roma e dall’osservazione del peso che la storia e la religione esercitano sulla città. I dipinti realizzati durante la pandemia nel suo atelier a La Paila (Colombia), sono stati integrati da Murillo all’interno di un’installazione site-specific realizzata al ritorno negli spazi della Fondazione. L’opera intera parla di “forti iniquità e di sistematiche contraddizioni della società a livello globale”. Da visitare, in via della Fontanella di Borghese, fino al 20 marzo 2022.

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