“Valentino, mi piace pensarla davanti al Signore mentre raccoglie i frutti della bellezza che ha seminato in tanti esempi di vita”. Così Don Pietro Guerini, che ha celebrato i funerali di Valentino Garavani, ha ricordato lo stilista nell’omonelia, evocando una bellezza che “salva, e produce sogni che cambiano il mondo” e che ora Valentino incontra.
Il concetto di bellezza, che ha segnato la vita e l’opera dell’imperatore della moda scomparso lo scorso 19 gennaio a 93 anni, è stato il filo conduttore di una celebrazione commossa nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, allestita solo con fiori bianchi, così come la camera ardente.
Tra i presenti, volti noti della moda e dello spettacolo, alcuni giunti appositamente dall’estero: Anne Hathaway, emozionatissima, ha abbracciato a lungo familiari e amici e lanciato un bacio al feretro; Anna Wintour, Tom Ford, Anna Fendi, Elizabeth Hurley, Donatella Versace, Pierpaolo Piccioli, Maria Grazia Chiuri, Ermanno Scervino, François-Henri Pinault, Alessandro Michele, Bianca Brandolini D’Adda, Brunello Cucinelli, Afef Jnifen e Matteo Marzotto.
Omaggi floreali anche da Sophia Loren (“Sempre nel mio cuore”), dalla famiglia Armani, da Lavinia Biagiotti e dai principi ereditari di Norvegia; Claudia Schiffer ha deposto invece una sola rosa rossa.
A prendere parola sul finire della messa è stato Giancarlo Giammetti, socio e ex compagno di vita di Valentino: “Voglio ringraziare Valentino per avermi insegnato quello di cui abbiamo parlato molto oggi, la bellezza. Attraverso lui ho scoperto cosa voleva dire. Ora sarai sempre vicino a me nel cammino che continuerò per non farti dimenticare attraverso me, la nostra fondazione”.
Successivamente ha parlato Vernon Bruce Hoeksema, visibilmente commosso: “Non avevo pianificato di parlare oggi, non sono ancora sicuro di riuscire a farcela. Era la persona a cui parlavo, non di cui parlavo. Questo è ciò che mi mancherà più. Oggi non dico addio, ma grazie”.
La celebrazione, durata circa un’ora e mezza, ha alternato momenti solenni e toccanti scanditi dalla musica: l’ingresso del feretro sulla ‘Lacrimosa’ di Mozart, l’omelia seguita dall’‘Ave Maria’ di Schubert, l’uscita con un lungo applauso sulle note de ‘Il nostro concerto’ di Umberto Bindi, fino a ‘O mio Babbino Caro’ di Giacomo Puccini.
La salma sarà ora trasferita al cimitero Flaminio, tra ricordi, emozioni e un’eredità di bellezza che Valentino ha lasciato al mondo della moda e della cultura.