Oltre 40 iniziative tra incontri, concerti, spettacoli teatrali e mostre attraverseranno la città di Roma in occasione del Giorno della Memoria 2026, per onorare le vittime della Shoah. L’obiettivo è parlare in particolare alle nuove generazioni e mantenere viva la voce dei testimoni.
Torna anche quest’anno “Memoria genera Futuro”, il palinsesto di eventi di Roma Capitale che fino al 5 febbraio intende “onorare le vittime della Shoah ma anche Sinti e Rom, omosessuali, Testimoni di Geova, militari e oppositrici e oppositori del fascismo e del nazismo di tutta Europa, perseguitati, imprigionati e uccisi nei lager nazisti”, sottolinea una nota ufficiale.
Il programma, promosso dall’assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, comprende incontri, proiezioni, concerti, spettacoli teatrali, percorsi e mostre, per riaffermare i valori di libertà, giustizia e rispetto della dignità umana, pilastri imprescindibili della democrazia. La rassegna coinvolgerà diversi spazi culturali diffusi in tutta la città, con l’intento di trasformare la commemorazione in consapevolezza collettiva condivisa.
Tra gli appuntamenti principali, il 28 gennaio alle 10:30 presso la Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, alla presenza dell’assessore Massimiliano Smeriglio, è dedicata alle studentesse e agli studenti delle scuole la presentazione del libro Stelle Nascoste. La Shoah nei ricordi di un bambino (Mondadori, 2025).
A cura della Fondazione Museo della Shoah, l’evento ripercorre la testimonianza di Nando Tagliacozzo, autore del volume insieme a Marco Caviglia, sopravvissuto al rastrellamento del 16 ottobre 1943 in via Salaria. Durante quell’episodio la sorella Ada, di soli 8 anni, insieme alla nonna e allo zio, viene deportata e uccisa a Birkenau, mentre Nando e la sua abitazione vengono risparmiati. Nel febbraio 1944, la medesima sorte colpisce il padre a seguito di una delazione.
L’incontro vuole offrire agli studenti un’occasione per trasformare le ferite del passato in consapevolezza, parlando al presente e arginando ogni forma di discriminazione. L’istituto elementare intitolato alla piccola Ada, simbolo delle giovani vite spezzate dalla furia nazifascista, rappresenta oggi un presidio di memoria collettiva.