Il sorriso della Sfinge: Federica Zuccheri porta la scultura contemporanea al Museo Nazionale Etrusco di Roma

Dal 27 marzo al 3 maggio 2026 il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia ospita la personale di Federica Zuccheri, curata da Tiziano M. Todi. Dieci sculture in bronzo, argento e materiali preziosi dialogano con l’architettura rinascimentale e gli affreschi dell’emiciclo, esplorando mito, desiderio e metamorfosi attraverso un linguaggio contemporaneo intenso e seducente.

Il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e Galleria Vittoria di Roma presentano “Il sorriso della Sfinge”, la mostra personale della scultrice contemporanea Federica Zuccheri, aperta al pubblico dal 27 marzo al 3 maggio 2026. L’inaugurazione si terrà giovedì 26 marzo, su invito, dalle 18.00 alle 19.30.

Curata da Tiziano M. Todi, l’esposizione si sviluppa attraverso dieci opere selezionate per costruire un percorso coerente, realizzate con materiali pregiati come bronzo, argento e innesti lapidei. Le sculture di Zuccheri non cercano effetti ornamentali, ma creano presenze dense e seducenti, capaci di oscillare tra grazia e dolore, luce e tenebra, attrazione e inquietudine.

Secondo Mattea Fo, il mito, nei lavori di Zuccheri, non è nostalgia o citazione, ma strumento per interrogare il presente. Le opere affrontano temi universali come desiderio, metamorfosi, vulnerabilità, seduzione e potere, trasformandoli in immagini che richiedono più di una semplice osservazione. La loro eleganza e luminosità non attenuano la tensione interna, ma la rendono più evidente, confermando la profondità della ricerca artistica.

La direttrice del museo, Luana Toniolo, sottolinea come la mostra rappresenti una continuità nella visione del museo, non solo come luogo di conservazione, ma come spazio dinamico di confronto tra epoche e linguaggi artistici. L’emiciclo affrescato di Villa Giulia, progettato da Jacopo Barozzi detto il Vignola, Giorgio Vasari e Bartolomeo Ammannati, diventa parte integrante dell’esperienza visiva, dialogando con le sculture in un confronto tra memoria decorativa e sensibilità contemporanea.

Le sculture sono esposte su basi cromatiche blu, scelte per orientare lo sguardo e sottolineare la presenza del contemporaneo. La realizzazione delle opere vede la collaborazione della storica Bottega Mortet di Roma, fondendo competenza artigianale e progettualità contemporanea.

Il percorso espositivo, progettato da Francesca Borelli e coordinato da Flavia Borelli, valorizza sia l’identità delle sculture sia la complessità architettonica dell’emiciclo. Il curatore Todi definisce la mostra come una “forma di conoscenza che non si consegna subito”, in cui bellezza e mistero si intrecciano, invitando il visitatore a una contemplazione attiva e riflessiva.

Accompagnata da un catalogo TWM Edizioni, la mostra offre approfondimenti sul lavoro di Zuccheri e sul dialogo instaurato con il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, prolungando l’esperienza della visita e consolidando il legame tra arte classica e sensibilità contemporanea.

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