In Campidoglio l’ultimo saluto a Patrizia Cavalli

A dare omaggio alla poetessa numerosi messaggi di affetto si sono alternati nel corso della cerimonia, insieme a poesie e canti. Tra chi ha voluto ricordarla l'assessore alla Cultura di Roma, Miguel Gotor, le scrittrici Nadia Fusini e Ginevra Bompiani e la cantante Diana Tejera che ha intonato il sul brano "al cuore" in memoria della scrittrice italiana

La camera ardente in Campidoglio

Un tappeto di rose bianche ricopre la bara di Patrizia Cavalli per l’ultimo saluto. Le immagini di una vita intera e le parole che l’hanno resa famosa scorrono sullo schermo posizionato in fondo alla Sala della Promoteca del Campidoglio. A fare da cornice, tutto intorno, le decine di persone che si sono riunite oggi, insieme ad amici e parenti, per rendere omaggio un’ultima volta alla scrittrice. Di fianco a vasi di ortensie bianche e mazzi colorati che in tanti le hanno voluto donare, anche la grande corona di rose rosse e gialle di Roma Capitale. A dare omaggio alla poetessa numerosi messaggi di affetto si sono alternati nel corso della cerimonia, insieme a poesie e canti. Tra chi ha voluto ricordarla l’assessore alla Cultura di Roma, Miguel Gotor, le scrittrici Nadia Fusini e Ginevra Bompiani e la cantante Diana Tejera che ha intonato il sul brano “al cuore” in memoria della scrittrice italiana.

“Ho pensato che il modo migliore per affrontare questo compito fosse quello di valorizzare al massimo l’occasione, direi la fortuna, di poter celebrare la morte di una poetessa che ho letto da ragazzo e che ho conosciuto attraverso i suoi pezzi – ha detto l’assessore alla Cultura di Roma, Miguel Gotor -. Patrizia ci ha ricordato una cosa semplice: che esistono ancora i poeti e che ancora servono. Parole mai fredde, auliche o astratte perché alla radice del suo sguardo c’era sempre un approccio con il mondo. Con lei – ha sottolineato – se ne va una delle voci poetiche più importanti e amate; e se ne va anche una parte di Roma che però si impegnerà nelle varie forme possibili per perpetuarne la memoria. Patrizia se n’è andata nel giorno più lungo dell’anno – ha concluso Gotor -: nel solstizio d’estate, quello della luce nuova e promettente che ha segnato la maggior parte delle sue poesie. Che la terra le sia lieve come è stato il dono che ha ricevuto della parola”.

“Patrizia si è trovata per tutta la vita a maneggiare o essere maneggiata dalla lama implacabile della sua intelligenza e dal fuoco ardente e furioso del suo corpo – ha ricordato la scrittrice Ginevra Bompiani -. Non so se ho mai conosciuto una donna più intelligente di lei, e non ho conosciuto molte persone più poeticamente e furiosamente vere di lei. Poeticamente sì, perché il luogo d’incontro di corpo e intelligenza è la poesia. Forse per questo è stata così intensamente e profusamente poetica, perché questo era il solo luogo della sua sopravvivenza”.

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