La ‘Festa delle 7 Arti’ invade il Corviale per sostenere il teatro Mitreo

L'ideatrice Francesca Chialà: "L'arte contemporanea deve migliorare la società"

“L’arte contemporanea deve avere visione trasformativa della società, deve trasformarla e lasciarla migliore, non è solo intrattenimento”. Ha le idee molto chiare Francesca Chialà, ideatrice della Festa delle 7 Arti che ha praticamente ‘travolto’ il Corviale con una task force di artisti, musicisti, ballerini, performer, cantanti, attori. “E’ solo l’inizio di un percorso lungo, questo è un laboratorio di sperimentazione per il cambiamento delle periferie a Roma.

Al Corviale c’è ancora l’anima dell’architetto Fiorentino: il suo ‘serpentone’ era nato come un grattacielo orizzontale per non ‘bruciare’ l’area verde che lo circondava” continua Chialà. Il ‘serpentone’ in questione, è un complesso residenziale disegnato da Mario Fiorentino e edificato tra il 1975 e il 10984, che ha agglomerato migliaia di persone in un chilometro di cemento armato, considerato il simbolo del degrado delle periferie romane. L’evento punta sulla rivitalizzazione della vita sociale e culturale attraverso il sostegno all’attività del Mitreo, il teatro interdisciplinare coinvolto insieme all’Anfiteatro di Corviale.

Sette performer hanno dipinto con i loro corpi la prima grande Tela Danzata e Musicata: sono Francesca Chialà, la ballerina/attrice Valeria Vignati e le ballerine Maria Chiara Selva, Barbara Canu, Francesca Santeddu, Victoria Markakis, Giada Pasqualucci hanno intinto i loro corpi nei sette colori che corrispondono ai sette Chakra e, danzando, hanno colorato la tela che copriva il grande Cerchio dell’Anfiteatro. La danza è iniziata con la colonna sonora della Serie Cinematografica in Virtual Reality, suonata dal vivo dal chitarrista Enrico Cresci, accompagnato al contrabbasso dal noto jazzista Dario Rosciglione, alla chitarra elettrica dal compositore Marco Sinopoli e cantata da Isabella Alfano.

I corpi delle performer sono stati stimolati dalla cantante jazz Cinzia Tedesco e dalla compositrice Valeria Altobelli che ha cantato La Nevicata del ‘56 di Mia Martini. Anche i ritmi del flamenco hanno avvolto l’anfiteatro con il chitarrista Marco Caponegro e la voce di Benedetta Piatti, e la voce della cantante russa Natalia Pavlova. Il primo ballerino dell’Opéra di Parigi, Alessio Carbone ha duettato con l’attore Gianluca Guidi accompagnato dal direttore d’orchestra Maurizio Abeni.

Accompagnato dal violino solista dell’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia, Alberto Mina, il famoso compositore Paolo Vivaldi ha suonato al pianoforte brani tratti da tre colonne sonore. Hanno partecipato anche Elena Burova, pianista proveniente dal Bolshoi Theater e talento del progetto Fabbrica del Teatro dell’Opera di Roma, e l’attore Marco Simeoli.

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