La Principessa Mononoke torna al cinema in 4K

Grande ritorno al cinema per uno dei capolavori dello Studio Ghibli, restaurato in 4K: Principessa Mononoke.

Princess Mononoke Remastered 4K

Principessa Mononoke, uno dei film più iconici dello Studio Ghibli, torna nelle sale.

In versione restaurata in 4K, sia in lingua originale sia in italiano, con un nuovo adattamento ai dialoghi, sarà disponibile nei cinema romani da oggi, 4 giugno, fino al 10.

A quasi trent’anni dalla prima uscita, il 12 luglio 1997, il lungometraggio ci riporta in un Giappone selvaggio, tormentato dalla guerra, diviso non solo tra umanità e natura, ma tra uomo e donna, tra innovazione e tradizioni arcaiche, tra divinità e mostruosità.

Al centro della vicenda, il giovane principe Ashitaka. Afflitto da una terribile maledizione che ha nell’odio la propria fonte, egli viaggia alla volta della Foresta degli Spiriti, ultimo baluardo di una natura dai tratti sovrannaturali, quasi sacri.

Qui si troverà testimone di una faida che ha poco da invidiare a conflitti ben più grandi: quella tra gli abitanti della Città del Ferro e la principessa lupo, San, cresciuta nella foresta e determinata a difenderla dalle mire degli umani.

Quest’opera si presenta come una delle più cupe e mature del Maestro Hayao Miyazaki per temi, toni e una caratteristica che ne fa quasi un unicum: l’assenza quasi totale di un vero antagonista.

La narrazione, infatti, non invita a cercarne uno. Anzi, scoraggia del tutto qualsiasi lettura manichea, offrendo una chiara dimostrazione dell’assurdità della guerra.

San, la principessa Mononoke, combatte accecata dal pregiudizio per un’umanità che l’ha respinta e che vorrebbe distruggere tutto ciò che per lei è diventato casa, famiglia, identità. Difende un ideale nobile, ma contro un nemico che non comprende e non vuole comprendere.

Eboshi, la signora della Città del Ferro, è figlia di una cultura che la vorrebbe asservita perché donna e vede nelle nuove armi da fuoco la possibilità di difendere se stessa e coloro che, scartati dalla società o in fuga dalla guerra, trovano rifugio presso di lei. E per lei, il fine giustifica i mezzi.

Al centro, una natura che si muove titanica, che non fa distinzioni tra amici e nemici, tanto madre quanto matrigna.

E Ashitaka come osservatore tormentato, straniero in una terra misteriosa e ostile. Un punto di vista che si fa specchio del dubbio e della meraviglia dello spettatore, accompagnandolo in una storia che, quasi trent’anni dopo, conserva intatta la propria forza e la capacità di interrogare il presente.

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