19 Giugno 2021
Il meteo a Roma

L’altro sguardo, fotografe italiane dal 1965 al 2018 in mostra al PalaExpo

Dall’8 giugno al 2 settembre, le 150 immagini della Collezione Donata Pizzi al Palazzo delle Esposizioni: un viaggio negli scatti realizzati dagli anni 60 a oggi

Letizia Battaglia, La bambina e il buio, Baucina, 1980 è uno degli splendidi scatti in mostra a Un altro sguardo © Letizia Battaglia

L’altro sguardo è una raccolta di fotografie realizzate da fotografe italiane dal 1965 al 2018: in mostra al Palazzo delle Esposizioni gli scatti della Collezione Donata Pizzi, nata per promuovere la conoscenza delle fotografe più importanti d’Italia dagli anni 60 a oggi. 

In mostra ci sono grandissimi nomi della fotografia italiana, fra i quali anche le pioniere: Paola Agosti, Letizia Battaglia, Lisetta Carmi e Carla Cerati. Insieme alle pioniere anche altre fotografe italiane che negli ultimi anni si sono ritagliate un posto nella scena internazionale nazionale. 

L’altro sguardo arriva a Roma dopo essere stata presentata alla Triennale di Milano fra il 2016 e il 2017 e approda al Palazzo delle Esposizioni con nuove acquisizioni. 

La mostra ripercorre anche la storia della fotografia al femminile in Italia, le prime donne iniziano ad accedere all’arte o al fotogiornalismo a partire dagli anni 60, come testimoniano le foto che aprono la mostra realizzate da Elisabetta Catalano, Maria Mulas e Carla Cerati. Sono alcune fra le protagoniste della prima sezione della mostra, Dentro le storie, che ripercorre i primi passi mossi nel mondo della fotografia dalle donne e le prime fotoreporter: è infatti fra gli anni 60 e gli anni 70 che si moltiplicano i reportage realizzate da donne.

In questa sezione possiamo ammirare le foto di Paola Agosti, Letizia Battaglia (alla quale era stata dedicata anni fa una retrospettiva al MaXXI), Giovanna Borgese, Lisetta Carmi, Augusta Conghiglia, Gabriella Mercatini, Lina Pallotta e Loris Sammartino. Questi grandi nomi della fotografia scattano foto per raccontare gli ultimi, i malati, per restituire loro della dignità, come fa Cerati negli scatti dal manicomio di Gorizia. O Lisetta Carmi che ha raccontato nei suoi scatti il dolore e la storia:

“Sono stata nelle favelas venezuelane, in Messico, a Belfast durante il conflitto, in Irlanda, in Afghanistan, nel Sud dell’Italia, ad Amsterdam e nei sotterranei di Parigi. Ogni volta ho creduto che attraverso la fotografia avrei dato voce ai poveri, ai diseredati, a quella grande parte dell’umanità sepolta nel silenzio e dalla distrazione”.

Carmi fotograferà e scoprirà le vite dei travestiti genovesi nella sua opera I Travestiti. Carla Cerati, in collaborazione con Gianni Berengo Gardin, è l’autrice di Morire di classe, il libro che mostrò per la prima volta le condizioni dei manicomi in Italia. Paola Agosti, invece, dedica le sue foto alle campagne del Nord Italia, mentre la vita delle strade e degli attentati di mafia a Palermo è il fulcro dell’opera di Letizia Battaglia. Fra le foto esposte quella dell’omicidio di Piersanti Mattarella,  fratello dell’attuale presidente della Repubblica assassinato dalla mafia il 6 gennaio del 1980. 

La seconda sezione è dedicata al femminismo, in particolare ad aprirla c’è una serie di foto di uomo sconosciuto in posa, Chi era costui? scattate da Agnese De Donato. La fotografia diventa un alleato delle donne nella battaglie per i propri diritti civili, come le foto di Gabriella Mercadini nei reparti ospedalieri dove si compiono le interruzioni di gravidanza, scattate nel 1978. 

E negli scatti di Liliana Barchiesi, Lucia Marcucci, Tomaso Binga, pseudonimo di Bianca Pucciarelli, Verita Monselles, Libera Mazzoleni, Nicole Gravier e il Gruppo del mercoledì, (Ci vediamo mercoledì. Gli altri giorni ci immaginiamo) fondato da Paola Mattioli, Bundi Alberti, Diane Bonde, Mercedes Cuman, Adriana Monti e Silvia Truppi ce analizzava la condizione  e l’immagine femminile all’epoca. In questa sezione da segnalare la Pin Up di Lucia Marcucci, o l’invito al matrimonio di Tomaso Binga e Bianca Menna.

La terza sezione è relativa all’identità e relazione, l’identità e il corpo si ritrovano anche nelle fotografe degli anni 90. In questa sezione sono esposte le foto di Alessandra Spanzi, Moira Ricci, Paola De Pieri, Bruna Esposito, Martina Bacigalupo, Brigitte Niedermair (con un ritratto di una ragazza con un velo integrale e un biscotto tipico dell’Oktoberfest), Anna Di Prospero, Allegra Martin, Bruna Ginammi, Marisila Cosello e Irene Ferrara. 

Moira Ricci, per esempio, manipola dei ritratti di famiglia per inserire le immagini della madre defunta. Martha Rosler che mescola le foto della Guerra del Vietnam nei salotti delle case americane.

L’ultima sezione è dedicata ai confini fra arte e fotografia e protagonisti degli anni 90 e degli anni 200l0, quando la distinzione fra i campi non è così chiara. Una nuova generazione di fotografe formata da: Marina Ballo Charmet, Monica Carocci, Gea Casolaro, Paola Di Bello, Grazia Toderi, Raffaella Mariniello, Cristina Omenetto, Beatrice Podiconi, Agnese Purgatorio, Sara Rossi, Luisa Lambri e Rä Di Martino, Marzia Migliore, Marinella Senatore, Silvia Camporesi, Vittoria Gerardi, Claudia Petraroli, Francesca Catastini e Adelita Husny-Bei. Antiche foto, antichi studi fotografici vengono riportati in vita da coraggiose fotografe. 

Info

L’altro sguardo. Fotografe italiane 1965 – 2018

Palazzo delle Esposizioni
Via Nazionale, 194

Orari
domenica, martedì, mercoledì e giovedì 10 – 20
Venerdì e sabato 10 – 22:30
Dal 24 luglio – 26 agosto
domenica, martedì, mercoledì, giovedì e venerdì 12 – 20
Sabato 12 – 23

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