Maltese – Il romanzo del Commissario dall’8 maggio su Rai 1

La fiction con Kim Rossi Stuart chiude l’anno della rete ammiraglia e segna il ritorno in TV per l’attore romano. Presentata dal regista e dai suoi protagonisti

Il Commissario Maltese segna il ritorno di Kim Rossi Stuart in TV © Servello

Maltese – Il romanzo del Commissario andrà in onda su Rai l’8 maggio, otto episodi per una serie di prime serate che chiudono la stagione di Rai Fiction. Il commissario Dario Maltese ha il volto di Kim Rossi Stuart che torna così alla TV dopo quasi 20 anni d’assenza. Maltese è una coproduzione con la tedesca ZDF che la distribuirà all’estero.

Per Tini Andreatta, Maltese è la degna conclusione di una straordinaria stagione di fiction: “una stagione contrassegnata da tanti prodotti di qualità, è il nostro punto d’arrivo. Un prodotto d’eccellenza, un punto di arrivo, ed è straordinario. Da una parte riesce a mettere una grande storia di impegno civile de La Piovra con una modernità assoluta di linguaggio, con una capacità di raccontare e di reinventare un linguaggio cinematografico è un’estetica che è elegante e sofisticata e l’utilizzo di atmosfere come una grande serialità internazionale”.

“Per questo motivo Zdf Enterprises ha investito nel progetto”, ha spiegato così Andreatta la partecipazione alla fiction. La parola romanzo nel titolo della fiction non è un caso: “La serialità è il nostro romanzo contemporaneo. Maltese ci racconta una grande trama, un grande giallo, una grande storia di trasformazione, un grande mistero, è un romanzo, come la migliore serialità internazionale”.

Tini Andreatta cita la straordinaria The Night Of, “una serie limitata, la Rai propone un racconto chiuso. Il racconto non è una storia vera, ma è imbevuta di frammenti di realtà. Sono personaggi che sono realmente esistiti: Cassarà per i poliziotti, Rostagno per i giornalisti. È ambientata nel 1976, ma è uno specchio dell’oggi”.

Il protagonista è “un eroe solitario, un eroe integro che ci racconta anche la solitudine delle scelte integre” e che ha anche “una grande ferita interiore”. Dario Maltese è nato sul suo protagonista: Kim Rossi Stuart. “Con Carlo Degli Esposti, abbiamo voluto pensare a un progetto alto per il ritorno di un grandissimo attore che ha dato molto personalità a questo personaggio, lavorando in sottrazione e creando un personaggio che è memorabile”.

Il direttore di Rai 1, Andrea Fabriano, ha sottolineato come Maltese – Il romanzo del Commissario sarà trasmesso a cavallo della settimana della Legalità e nel 25° anniversario della morte di Falcone e Borsellino.

A produrre la Palomar di Carlo Degli Esposti che per la prima volta mette sullo schermo una storia originale. Maltese – Il Romanzo del Commissario sarà trasmesso all’estero: “Chiudere una stagione del genere è un onore, e una grande responsabilità. È venuto meglio di come l’avevamo immaginato ed è stato il prodotto di punta dell’ultimo mercato di Cannes”.

A prendere la parola è il regista della fiction: “Questa serie è stato un viaggio, è stata difficile, ed è per questo che per tutti noi è stata così toccante. Siamo stati 5 mesi a Trapani, ci abbiamo messo tanto impegno, perché la TV sta cambiando. Le serie TV stanno cambiando. Facendo un lavoro di squadra, sarebbe stato impossibile fare un lavoro del genere senza la condivisione nella storia, nella scelta degli attori, la colonna sonora. Una storia che ti ricordasse le persone che hanno creduto in questo Paese, tutto questo è incastonato in un grande romanzo e da subito abbiamo deciso di stare al passo con i tempi, abbiamo fatto una serie TV italiana, ma non ancorata a cose vecchie. È stato un viaggio straordinario con Kim”.

È proprio l’attore romano a prendere la parola, per Maltese – Il romanzo del Commissario, Kim Rossi Stuart si è ispirato alla realtà: “Ho avuto un percorso diverso da quello che mi capita di solito, sono solito ponderare moltissimo fino ad annoiare le persone che mi stanno accanto”. Ma in questo caso l’attore ha cambiato metodo: “Quando Carlo Degli Esposti mi ha citato il modello La Piovra, ci siamo visti dopo due anni e mi sono ritrovato con la sceneggiatura e mi sono reso conto che mi trovavo di fronte a una cosa che non me la sentivo di affrontare come inizialmente mi ero ripromesso di fare: Vado a riposare in un set televisivo, invece ho sentito questo macigno meraviglioso”.

“Invece ha una vocazione, pensa al proprio mestiere come un’occasione per portare avanti qualcosa che non molti possono fare, non è del narcisismo, ma una spinta. Mentre mi ponevo tutte queste domande, ho fatto la cosa più facile e su Google mi sono reso conto che avevo conosciuto gli eroi nazionali del nostro recente passato”, ha spiegato l’attore.

Maltese è ispirato a Ninni Cassarà: “È stato un mio riferimento, io mi sono imbattuto in lui e ho pensato che avesse delle assonanze con Maltese. Sono uomini molto colti, sofisticati, ma che hanno fatto una scelta, combattere in prima linea. Di fronte un esempio così, è diventato quasi un percorso liturgico, sacro. C’è molto Ninni Cassarà, ma mi sono soffermato su cose istintive: foto famose di Falcone e Borsellino. Mi sono fatto delle domande sul sorriso di Falcone in una delle foto. Spero che qualcosa di questo sia confluito in me, la sigaretta di Borsellino… per carità anche mia zia fumava in quel modo, ma mi sono lasciato trasportare da queste suggestioni”.

Rike Schmid è una fotografa che viene conquistata dalla Sicilia e documenta la sua storia: “Elisa è una fotografa che vuole fare luce sui fatti di mafia, lavora insieme a Mauro Licata per un giornale di sinistra, Mauro Licata. Lei è convinta che le immagini possano rilevare la verità, mostrando luci e ombre dell’animo umano”.

Per il suo personaggio, Rike si è ispirata a Letizia Battaglia: “Abbiamo usato le sue immagini. Per me, sono tedesca e un’attrice, non posso immaginarmi una vita come quella di Letizia Battaglia perché ha dedicato tutta la sua vita contro, io ho provato a mostrare cosa significa fare questa scelta”.

Francesco Scianna interpreta il giornalista impegnato Mauro Licata: “Diciamo che l’elemento che mi ha aiutato in più è il riferimento a Mauro Rostagno. Lo conoscevo poco, rispetto a quello che mi serviva per far uscire il personaggio al meglio. Facendo riferimento a Falcone e Borsellino, ricordi, interviste, perché vivevo in quella Sicilia in quegli anni. L’elemento più importante era quest’umanità meravigliosa, restituire un’umanità che è un dono. E questa sensazione incredibile di affidare la propria vita per una missione in cui credi al 100%. È una cosa bellissima, ti dà luce, ma è un mistero sentire il coraggio della missione e allo stesso tempo la storia è arricchita con la storia d’amore, bellissima per me perché è una forma d’amore che raramente viene raccontata. C’è una fame di vita, amore, profondità viene raccontata in modo moderno, la capacità di abbracciare l’altro in tutte le sue forme”.

“L’intelligenza di Mauro lo aiutava a superare dei tabù o degli istinti culturali che venivano prima di lui. Parliamo della Sicilia negli anni ’70, l’emancipazione c’era fino a un certo punto. Mauro Rostagno non viene molto fuori, ma lì Mauro mi ha guidato l’anima dentro Mauro Icardi”, ha concluso l’attore.

Valeria Solarino è la figlia della famiglia più potente di Trapani: “È un personaggio schiacciato da questa famiglia, cercherà con le forze che ha di venirne fuori, può sembrare forte, dura, ma in realtà è debole. Il mio personaggio tenta di ribellarsi a tutto questo. Il mio personaggio è così, apparentemente così forte, ma è molto debole e fragile”.

Antonio Milo è il maresciallo, l’uomo fidato della Questura “è il trait d’union fra vecchia e nuova squadra. Un’unica squadra che combatte per distruggere la mafia, mi ha interessato una chiave di lettura binaria: lottare la mafia per riscattare la Terra e anche per un riscatto personale per liberarsi dai propri fantasmi. Ognuno di noi ha fatto riferimento a personaggi, a me interessava restituire la passione di uomini che si dedicano a una lotta nobile: gli eroi”.

Michela Cescon è un sostituto procuratore che viene dalle Alpi e si ritrova a Trapani: “È una donna single, sicura, ma si trova in un mondo di cui non riesce a capire la comunicazione. L’ho giocata molto infastidita, con un piede che se ne vuole andare, era bello lo scontro con il mare”.

Max Gusperti fa un excursus sulla produzione di fiction in TV: “Mi colpisce oggi la capacità di raccontare il Paese con delle immagini, con una forza evocativa che è striking, come direbbero gli americani. C’è qualcosa che voglio approfondire, è un elemento molto importante”.

Rai Fiction ha capito che non c’è solo l’intrattenimento, ma c’è anche il racconto del Paese, un modo di farlo che è diretto ai giovani, ha detto il produttore. “È un sorriso degli uomini, di eroi tormentati e romantici che con un piccolo sorriso possono conquistare”.

Kim Rossi Stuart non vede molto un paragone fra Maltese e il Commissario Cattani: “Ho riguardato La Piovra e l’ho trovata straordinaria oggi… Cioè i tratti drammaturgici, la passione con la quale svelavano il rovescio dei personaggi. Una scrittura e dei dialoghi fantastici, apprezzo La Piovra, però non c’è un raffronto fra i due personaggi. Questo è per dire che Maltese parte da una base precisa e poi c’è la vocazione. Beckett credo dicesse: Ho dovuto occupare il posto del male perché qualcuno doveva occuparlo. Oggi questa cosa è ribaltata, oggi è più facile trovare posti vacanti dedicati al bene. Quindi Maltese si sente bene in quel posto lì”.

“Non ho preferenze, preferisco alternare, mi piace esplorare cose diverse. Non credo al caso, ma ho avuto sempre la sensazione che nel ruolo dell’attore le cose non capitino per caso. In un mondo in cui si ‘promuove’ il male, non mi sembra un caso la possibilità preziosa di raccontare un eroe positivo”, ha spiegato Kim Rossi Stuart.

Per Francesco Scianna, la stampa è cambiata nel corso degli anni: “Credo che certe cose bisogna viverle per capirle, non so quanta verità ci fosse ai tempi di Rostagno e oggi. Una cosa su cui mi concentro, voglio credere un futuro bello per me e per chi viene dopo di me. Le azioni valgono più delle parole: Rostagno è stato ammazzato, Falcone e Borsellino hanno perso la vita. Alcune volte mi chiedo, se succede sta cosa e si reitera, io vorrei prendere Rostagno, Falcone e Borsellino oggi qui per darci una svegliata… ed è disarmante. Purtroppo non sento tante persone, il macigno che sente Kim è bellissimo perché la vita è una. Vorrei sentire una passione in generale”.

Per Carlo Degli Esposti i personaggi di questo film assomigliano molto agli operatori che lavorano sulle navi delle ONG “che supportano un grave problema come quello dell’immigrazione e vengono infangati. Assocerei i personaggi di questo film alle persone che sono in questo momento sulle navi”.

Per Tini Andreatta, Maltese non è un nuovo Montalbano: “Maltese utilizza tanti generi, per fare un grande romanzo. La cosa straordinaria di questa serie sono i personaggi, mai in funzione del racconto, ma complessi. Da una parte c’è lo slancio morale, dall’altra una ferita che li rende forti e fragili allo stesso tempo. Penso che nel poliziesco la Rai abbia dato le infinite possibilità del genere, anche se in questo caso si usa il genere per raccontare qualcosa diverso”.

“Anche l’ambientazione degli anni ’70: colori, costumi, umori che sono visti nella lontana provincia della Sicilia. È un lavoro sul nostro passato per descrivere il nostro presente. Dai Bastardi di Pizzofalcone a Cagliostro e Cogliandro agli altri titoli per dire che il poliziesco è un mezzo per raccontare un mondo diverso. Ogni giallista scrive un mondo diverso”, ha spiegato Andreatta.

Per quel che riguarda il budget, Maltese – Il Romanzo del Commissario è stata una fiction come le altre e può contare sul ritorno di Kim Rossi Stuart: “È una storia siciliana per tutto il mondo”, ha spiegato uno dei produttori.

Per Rossi Stuart: “Si possono utilizzare strumenti in modo diverso, dipende da quello che ci metti in quel contenitore. Bisogna vedere con che profondità affronti la cosa e quanti punti di vista fai influire all’interno del genere. Quante stratificazioni visibili o sotterranee esistono”.

L’attore mancava dalla TV da 13 anni, ironicamente l’ultimo ruolo era in una fiction prodotta sempre da Carlo Degli Esposti: “Ho trascurato TV e teatro e mi sono concentrato sul cinema. L’ultima cosa era Il tunnel della libertà per Mediaset con Carlo Degli Esposti, con buoni ascolti”.

Maltese – Il Romanzo del Commissario da stasera per quattro appuntamenti su Rai 1 alle 21:25.

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