Categorie: Cultura e spettacolo

Mennea: nel 2024 un museo a Roma per ricordarlo

I lavori nello stadio dei Marmi partiranno a breve e usufruiranno di parte del finanziamento di 80 milioni di euro versati dal Governo a Sport e Salute nell'ambito del Pnrr.

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Lo start alle 10.01 rompe il silenzio e dà il via al ricordo di Pietro Mennea. Nello stadio dei Marmi che porta il suo nome, continua la corsa della leggenda dell’atletica azzurra e mondiale, scomparsa il 21 marzo di 10 anni fa. Una corsa che finalmente porterà alla realizzazione del Museo sempre voluto dal campione olimpico di Mosca 1980: l’annuncio è stato dato questa mattina nel corso della commemorazione intitolata ‘10.01. Mennea, l’uomo e il campione’ per ricordare il record europeo dei 100 metri stabilito nel 1979. “Era un sogno di Pietro, aveva scritto personalmente il progetto… poi è andata così, lui non c’è più ma io mi sono sentita in dovere di portare avanti questa sua volontà”, racconta la moglie Manuela Olivieri, che continua: “Quando stava male mi diceva di non mandare in malora tutto quello che avevamo costruito e allora ho tenuto duro. Fino a quando Sport e Salute non ha proposto questo stadio per il Museo: ora abbiamo di nuovo questo sogno e sarà come lo vogliamo, rivolto ai giovani per renderli uomini valorosi come Pietro”.

I lavori del Museo partiranno a breve e usufruiranno di parte del finanziamento di 80 milioni di euro versati dal Governo a Sport e Salute nell’ambito del Pnrr. Saranno terminati entro la primavera del prossimo anno, in tempo per gli Europei di atletica del 2024. Sarà “all’insegna della tecnologia, oltre che dei cimeli, sarà un museo veloce e non stanco, che riaffermera’ e difenderà i valori di Pietro”, spiega il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi. “È stata una giornata dolorosa dieci anni fa, ma oggi preferisco pensare al primo giorno di primavera, un modo simbolico per continuare questa corsa che in fondo è una staffetta e ognuno sente la responsabilità di portare il testimone”, aggiunge Abodi. “Mi piacerebbe che il suo esempio fosse una spinta per la Nazione, per le imprese, raccogliamo le idee e le forze di sfidare la vita ogni giorno superando le difficoltà. Cosa può dare ancora Mennea allo sport? Dipende da cosa sapremo fare noi per ricordarlo nelle scuole soprattutto, il luogo dove si formano le coscienze e le persone. E da quanto saremo sinceri nei sentimenti”.

Per il presidente del Coni, Giovanni Malago’, questa commemorazione “è ancora un bagno meraviglioso di ricordi ed emozioni per ripensare a Pietro. Credo che il 19.72 di Città del Messico, record del mondo dei 200 metri, sia la più grande impresa sportiva italiana di tutti i tempi, sia per la longevità del record sia per l’universalità dell’atletica”. Il presidente di Sport e Salute, Vito Cozzoli, è “felice che si sia pensato di intitolare un museo a questo straordinario campione, il campione del popolo e della gente, di quegli italiani del sud che sono andati al Nord a lavorare e in lui hanno visto un motivo di riscatto sociale. In lui troviamo i veri valori dello sport”. Molto commosso il presidente della Federatletica, Stefano Mei: “Non vorrei essere qui, non vorrei che ci fosse una commemorazione di Pietro. Lo conobbi avvicinandomi a lui con molto rispetto, ricordando quanto piansi davanti alla tv per le sue imprese. Poi sono stato in nazionale con lui nel 1983 e per me era una roba assurda avere vicino una leggenda vivente. Non riesco a pensare all’atletica senza Pietro. Lui anche oltre l’atletica si è reinventato e si è distinto, so che ci avrebbe dato ancora tanto, la sua lezione agli sportivi non era ancora finita ma non c’è più ed è quello che fa più male”.

Infine, l’assessore allo Sport del Comune di Roma, Alessandro Onorato, che ha sottolineato il rapporto tra Mennea e la città. “Per Roma la figura di Mennea assume tanti valori. Siamo orgogliosi di questo asset – lo stadio dei Marmi – che porta il suo nome e studieremo come onorare i 50 anni dalla sua impresa del 1974, quando vinse l’oro nei 200 metri agli Europei di Roma. Oggi è la giornata del ricordo ma anche della gioia, per ripensare a quello che ha fatto Pietro. Il suo esempio deve essere portato nelle scuole, nella generazione che non riusciamo a intercettare. Troveremo un modo per entrare nelle scuole per spingere i ragazzi a fare sport ma anche a impegnarsi nella vita”.

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