Mitra, la divinità persiana celebrata nell’antica Roma

Alla scoperta dello splendido Mitreo di Santa Prisca all’Aventino

A due passi dal Giardino degli Aranci e da Circo Massimo c’è un luogo sotterrano sconosciuto a tanti romani. Ma anche a molti turisti, intenti a vedere le bellezze classiche di Roma senza addentrarsi nella giungla delle meraviglie nascoste. È il Mitreo di Santa Prisca, opera del II secolo d.C. destinata al culto di Mitra, divinità orientale di origine persiana il cui culto – a Roma- s’è sviluppato in parallelo rispetto al Cristianesimo. Una divinità presente anche nella religione induista e raccontata nei Veda.

Nel caso di Santa Prisca, il mitreo è sovrastato dall’omonima chiesa e presenta caratteristiche e opere molto suggestive. Ai lati del mitreo, infatti, sono affrescati i sette livelli di iniziazione al culto di Mitra, rappresentanti ognuno da un pianeta.

L’opera più famosa del Mitreo di Santa Prisca è sicuramente Saturno, sdraiato nella nicchia in fondo accanto a Mitra che uccide il toro. Quest’ultima, una caratteristica ricorrente nei templi romani dedicati a Mitra, caratterizzati dalla presenza della divinità che sgozza un toro.

Altri mitrei sono stati individuati, tra gli altri, sotto Piazza Barberini, Bocca della Verità, San Clemente e Santo Stefano Rotondo. Tutti da scoprire, magari in qualche piovoso weekend autunnale.

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