Mostre: Chiostro del Bramante, Crazy – la follia che libera la creatività

Non dovrebbero esistere confini o limiti alla creatività artistica, che trova nella mostra pieno completamento e cerca il coinvolgimento emotivo del pubblico, attraverso 21 artisti e 11 installazioni

Dal 19 febbraio al Chiostro del Bramante una mostra di eccezionale impatto emotivo, dove la creatività artistica invade lo spazio, includendolo e avvolgendolo nelle forme e nei colori, dove lo spettatore viene direttamente coinvolto nel vivere l’opera e nel cogliere le emozioni e anche la follia che genera l’opera stessa.

Fin da subito entrando nel Chiostro si percepisce che vi è una trasformazione in atto, non solo degli spazi stravolti, ma anche nella percezione della realtà ormai senza più i confini tradizionali. Le opere d’arte si attraversano fisicamente ed è necessario lasciarsi trasportare in questo percorso emotivo. È necessaria un’empatia tra il visitatore e l’anima dell’artista che libera il suo genio creativo.

Così subito entrando si può ammirare il pavimento di specchi di Alfredo Perri, Passi, che ci restituisce l’immagine del profilo rinascimentale del Chiostro del Bramante, ma che presto si infrange al nostro passaggio. Il visitatore vivendo l’opera d’arte la modifica divenendo creatore di un’altra realtà.

La gigantesca colata di vernice colorata lungo le scale di Ian Davenport, Poured staircase, è una metafora della follia artistica che rompe gli argini della tradizione e delle consuetudini.

La percezione sensoriale dello spazio è alterata dall’opera di Fontana, Ambiente spaziale, in cui il bianco assoluto è la rappresentazione della perdita dei punti di riferimento in un labirinto dove l’unica via di fuga è uno spiraglio, un taglio come nuova possibilità.

Le improvvise luci a LED ad intermittenza in strutture lignee, quelle delle feste, di Massimo Bartolini, ci colgono di sorpresa e giocano sulla nostra percezione visiva, come l’opera di Gianni Colombo del 1970, Topoestesia, ci fa entrare in un tunnel in cui perdiamo l’equilibrio, e con coraggio superiamo i nostri limiti sensoriali. Di grande impatto visivo sono anche le scale ricoperte da 15.000 farfalle nere nell’opera di Carlos Amorale, Black Cloud Fashion, o l’ambiente trasformato in caverna morbidamente resa da variopinti ciuffi di capelli, di Hrafnhildur Armardottir in Hypermania.

Così 21 artisti di rilievo internazionale e 11 installazioni site-specific pensate e realizzate appositamente per il Chiostro del Bramante esprimono la loro “crazy”, definita da Danilo Eccher, curatore della mostra: “confine tra il concetto di malattia e il concetto di creatività. Perché la follia come l’arte, rifiuta gli schemi stabiliti, fugge da ogni rigido inquadramento, si ribella alle costrizioni catalogatore.”

 

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