Nathan e l’invenzione di Roma: il sindaco che cambiò la città

Il libro del giornalista Fabio Martini che racconta la figura di Ernesto Nathan, sindaco della Capitale dal 1907 al 1913, ricordato come quello che trasformò Roma in una città moderna

Ernesto Nathan

“Nathan e l’invenzione di Roma. Il sindaco che cambiò la Città Eterna”. È il nuovo libro del giornalista Fabio Martini, presentato ieri nella al Tempio di Adriano a Roma, quando mancano pochi mesi dall’elezione del nuovo sindaco della Capitale.

Alla presentazione, oltre l’autore, sono intervenuti anche l’ex sindaco di Roma Francesco Rutelli, il fondatore di Sant’Egidio, Andrea Riccardi e il presidente della Camera di commercio di Roma, Lorenzo Tagliavanti. Tutti gli interventi hanno ricordato la figura del sindaco passato alla storia come il più grande di Roma, portando scuola laica per tutti, lotta ai monopoli e alla rendita, servizi pubblici efficienti e all’avanguardia.

Con Ernesto Nathan, Roma lasciò l’Ottocento e in pochi anni fu trasformata in una moderna città novecentesca. Il sindaco aveva composto una giunta con sette liberali, tre socialisti, due radicali e due repubblicani. Niente di più eterogeneo. Nathan era diventato sindaco di Roma nelle ultime settimane del 1907. Eccentrico signore di sessantadue anni, allora si conosceva di lui soltanto l’essenziale: anticlericale, ebreo, repubblicano, nato a Londra. Non era iscritto a nessun partito, ma la Giunta Nathan in sei anni cambiò il volto della Capitale.

Molte furono quindi le intuizioni e le anticipazioni di questo sindaco “straniero” che aveva denunciato gli amministratori incompetenti suggeriti dai partiti e il primato della politica sulla burocrazia capitolina.

Martini ripercorre la storia di quegli anni e indaga le tante lezioni offerte da Nathan per comprenderne appieno la figura di amministratore illuminato, fautore di una grande stagione riformatrice, di un modello di governo che, a distanza di decenni, offre suggestioni ed esempi di evidente attualità. Nel clima già pre-elettorale che sta vivendo Roma, Fabio Martini non è entrato nella polemica, ma ha tenuto a sottolineare che “Nathan è stato un gigante: dopo di lui ci sono stati pochi sindaci che hanno governato bene la città, molti altri che l’hanno governata male. Ma l’esperienza di Nathan dimostra che l’ingovernabilità di Roma è soltanto una leggenda”.

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