Nel nome dei ‘grandi’, crescono i talenti del Premio Fabrizio De André – VIDEO

Al Parco della Musica la XX edizione con Marcorè, Silvestri, Patassini

Un autore “sconcertante nella sua contemporaneità”. Usa queste parole la cantautrice Ilaria Pilar Patassini parlando di Fabrizio De André, pochi minuti prima di salire sul palco della Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica. Siamo nel backstage della ventesima edizione del Premio intitolato al cantautore genovese diventato una leggenda con le sue celebri poesie in musica, che accende i riflettori anche sui talenti della pittura e della poesia. La giuria presieduta dalla compagna di ‘Faber’, Dori Ghezzi, poche ore dopo avrebbe svelato il nome del vincitore della sezione musica: oggi sappiamo che nel palmares è entrato il cantautore Lorenzo Santangelo, chiamato l’altra sera (12 gennaio) sulla ribalta per esibirsi di nuovo con il suo brano ‘L’arancio’ e ritirare il premio: un contributo da parte di Nuovo IMAIE di diecimila euro per la realizzazione di un live tour di almeno sei concerti, e un contratto discografico con Sony Music Italia. Un’ottima spinta in un momento difficile per tutto il mondo, musicale e artistico.

“Penso di aver interiorizzato le sue canzoni prima ancora di capirne il significato. Faber era per me uno stimolo ‘scomodo’, un visionario, come lo era Pasolini, che riassume vizi e virtù dell’essere umano: ascoltando le sue canzoni siamo costretti a restare umani. È una delle cose che ci mancano” continua Patassini, cantante solista del ‘De André Sinfonico’, un progetto di Geoff Westley con Peppe Servillo. Per l’evento la accompagnano Federico Ferrandina alla chitarra e Andrea Colella al contrabbasso. Tra i premiati e i protagonisti della serata anche Daniele Silvestri, Targa Faber (già ‘Premio alla Carriera’), e Neri Marcorè che ha ritirato la Targa Quelli che cantano Fabrizio (già ‘Premio per la reinterpretazione dell’opera di Fabrizio’). In una Roma che all’apparenza sembra aver rallentato il passo a causa della nuova ondata dell’epidemia, c’è una comunità che tiene alto lo stendardo dell’arte e continua ad onorare con entusiasmo e fede la propria creatività/professionalità, traendo forza ed ispirazione da ‘grandi’ come Fabrizio De André.

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