Non è un paese per giovani, Giovanni Veronesi e il cast presentano il film

I protagonisti Filippo Schicchitano, Sara Serraiocco e Giovanni Anzaldo e da Giuliano Sangiorgi, autore della colonna sonora

I tre giovani protagonisti del film

Non è un paese per giovani è l’ultimo film di Giovanni Veronesi, il regista ha portato sul grande schermo l’omonimo programma radiofonico che conduce su Radio2. Il film è stato presentato a Roma e arriverà al cinema il 23 marzo, insieme a Giuliano Sangiorgi,  ore dei negramaro che ha composto la colonna sonora del film e ha prestato al lungometraggio Lo sai da qui.

Per il regista “è un film sociologico, commedia? Drammatico? Penso che questo film sia sincero, come poche volte nella mia vita. Ho raccontato quello che pensavo, quello che pensavo non è stato soltanto divertente, vedendo il film mi sono reso conto di aver fatto un film romantico. Perché io i ragazzi li vedo così, romantici gotici, romantici interiori perché ognuno di loro si porta via una vita parallela in un angolo oscuro di quello che si vede”.

Il film s’ispira a una trasmissione radiofonica condotta dal regista: “Quando li chiamo sento le loro storie, quando li chiamo sento le loro vocine, sono stati sparati in Australia, a Hong Kong, fanno i lavori più impensati. Mi fanno tenerezza perché tutti vorrebbero tornare, ma non lo possono fare perché questo Paese li ha espulsi, gli ha spezzato i sogni. I ragazzi non cercano i soldi, gli stipendi, il lavoro per loro è un sogno realizzato, un orgoglio. Pensano di aver lasciato un Paese di sfigati, invece, vengono da un Paese che è molto amato all’estero, c’è stato un ragazzo che mi ha fatto molto ridere: lavora come sommelier in Australia solo perché è italiano. Un giorno mi ha chiamato in trasmissione per dirmi che lavorava come sommelier pur non sapendo nulla di vini”, sparando come dice lo stesso regista “ca**ate. Di vino un po’ ne so, perché sono italiano. Mi ha detto mi sono portato dietro Dante e Venezia anche se non l’ho mai letto e vista. E ha continuato dicendo che un italiano ignorante è meglio di un australiano ignorante. Siamo sempre a criticare la nostra scuola, ma all’estero ci rendiamo conto di aver imparato più noi”.

I tre attori protagonisti sono i giovani  Filippo Schicchitano, Sara Serraiocco e Giovanni Anzaldo. Inizia a parlare Schicchitano: “Credo che tutti e tre i personaggi cambiano, io poi parlo dle mio, il mio è soprattutto. Anche perché è restio ai cambiamenti. Una follia. Decide di andare ad aprirsi un ristorante con il wifi a Cuba, è il bello di fare l’attore, la commissione dei personaggi”.“Lo spunto è stato quello degli italiani che vanno all’estero, ma mi ha dato spunto”, ha chiarito il regista.

Sara Serraiocco

Sara Serraiocco che interpreta la complicata Nora spiega così il suo personaggio: “Nora rispetto agli altri due è quella che fa sì che i loro personaggi abbiano un’evoluzione nella storia. Per lei è difficile fare un percorso interiore. Ci sono poi degli aspetti che la fanno innamorare di Sandro e ka fanno avvicinare come amica a Luciano”, ha aggiunto l’attrice.

Ultimo a parlare è Giovanni Anzaldo: “Il mio personaggio è un cameriere che aveva al suo interno dei segnali, poi a Cuba cresce. Quando uno parte scopre delle cose, io l’ho veramente scoperto, so già che viaggerò di più. Per questo film ho vinto la mia paura dell’aereo, una paura che si può affrontare. Un cambio che può avvenire”. Per la prima volta l’attore ha preso un volo transoceanico di 12 ore.

Parla anche uno dei due produttori del film, Arturo Paglia: “Giovanni è il più giovane dei registi italiani, in questo è senza tregua.  Ha un’energia straordinaria ha fatto partire e girare senza autorizzazioni in pieno centro all’Avana. Abbiamo preso spunto da questa storia. Tutti gli attori e persone che hanno seguito questo film. Tutti gli attori e anch Giuliano Sangiorni, voce degli negramaro anche lui ha viaggiato a Cuba per realizzare la colonna sonora. Si è adattato alla produzioni e l’ha fatto con una nonchalance”.

Attori giovani coadiuvati da Sergio Rubini e Nino Frassica: “Quando mi ha chiamato la casa di produzione, la Pago, ho aderito subito al progetto, poi ho capito che si chiamata Paco. A parte gli scherzi, mi hanno disegnato un personaggio addosso. La vita di un disgraziato. Ho recitato solo con Filippo, ma posso dure che c’è una generazione di giovani attori migliore rispetto alla nostra di quando ero giovane io”.

La parte finale del film è scritta dal fratello del regista, lo scrittore Sandro: “Gli ho chiesto di scrivere qualcosa sulle persone che spariscono, è lui mi ha chiesto: Ma sei sicuro che venga come l’hanno scritta Ilaria e Andrea. Lui mi ha detto che non era sicuro, dopo 20 giorni mi ha scritto l’ultima pagina nel corpo della mail, sulle persone che spariscono, che svaniscono, con i riferimenti culturali. A questo ho aggiunto la canzone di Giuliano, entrambi molto ispirati. E a questo punto mi sono detto faccio solo un film su questo”.

La sceneggiatura è firmata a quattro mani da Ilaria Macchia e Andrea Massara, insieme al regista: “Non abbiamo parlato degli attori anche se in sceneggiatura abbiamo parlato di possibili interpreti. Sia io che Andrea, questo è il nostro secondo film, siamo ancora nella fase dell’inizio, non sappiamo come andranno le cose, portavamo l’esperienza personale di essere sceneggiatori precari. Avevamo amici che facevano dei lavori che non volevano fare. E poi collaboravano con Giovanni che è anche sceneggiatore, quindi la collaborazione è stata completa”.

Andrea ha raccontato: “Ilaria mi ha chiamato, dicendo che Giovanni voleva lavorare con dei giovani. Forse dei tre, Giovanni era quello più giovane. A volte bisognava dirgli, i giovani non sono così: questa cosa è esagerata. La cosa è bella e che a un certo punto ci siamo detto che era bello se avessimo esagerato”.

“Fanno bene a lavorare insieme perché si compensano, Ilaria ti fa capire con il silenzio che hai detto una cazzata. Andrea, invece, ti si scaglia contro. Ho riconosciuto quello che facevo io da ragazzo con Nuti, quando volevo dire che una cosa faceva più ridere, ma non mi davano ascolti. Ho riconosciuto in loro dei veri sceneggiatori, dalle 3 alle 7 devono dare il meglio di loro stessi”, ha aggiunto al regista.

Se i tre giovani attori non dovessero sfondare, non hanno le idee di chiare. “Non vorrei avere delle aspettative su questo film, sto pensando all’alternativa. Finito al teatro, mi apro un bar a San Lorenzo, solo vini, e birre e pochi salumi”, scherza Anzaldo.

“Il mestiere dell’attore è precario per definizione, uno quindi deve mettersi in gioco, parti dal presupposto che interpretarai qualcun altro”, aggiunge l’attrice.

“La verità è che io ho la terza media, è stato questo lavoro a investire su di me. Poi è diventato un lavoro, io non ho altri talenti, quindi spero che vada bene”, ha parlato Filippo Schicchitano che esordì anni fa con Scialla.

Giuliano Sangiorgi, voce dei negramaro e autore della colonna sonora, è l’ultimo a parlare: “Siamo alla terza colonna sonora, con i negramaro avevamo già realizzato quella di La Febbre di D’Alatri e quella di Vallanzasca di Michele Placido, con cui abbiamo vinto due Nastri d’Argento. Da solo poi ho realizzato la colonna sonora per un’opera prima Blu Cobalto che mi ha poi ispirato una canzone dei negramaro. Questa è la prima vera esperienza di una colonna sonora realizzata da me, Giovanni ha sempre scommesso su di me. Per Italians ci chiese di ricantare Meraviglioso di Modugno”.

“L’approccio è sempre lo stesso, Giovanni mi mette di fronte a una sfida: alla quale rispondo no, ma lui ha detto sì. Come questa volta, mi ha chiesto di realizzare la colonna sonora e gli ho spiegato che non ce la facevo con i tempi, ero in tour, lui ha detto sì e poi in onda ha svelato che avrei fatto io la colonna sonora del film. Come per Modugno, il ricatto suo su di me funziona sempre. Ho scritto sulla sceneggiatura, per me la parte più bella la scrittura. Ho realizzato dei demo, mentre ero in tour, pensavo li avesse cestinati, ma erano perfettamente in sintonia con il film”.

Film girato a Cuba (così come il video di Lo sai da qui): “Mi sono chiesto che c’entro io? Che c’entro con la musica dei Caraibi, non potevo mai avvicinare a quello stile. A lui interessava come sentissi il film. Sono stato felice perché anch’io ho preso dei giovani musicisti: a parte dei negramaro di cui abbiamo usato Lo sai da qui, ho chiamato Cesarano, un jazzista  amico mio, del Salento. Ho chiamato un altro amico, Salvatore Cardella, un altro mio amico, che canta l’opera di Pavarotti, ma sta ancora nell’evoluzione artistica. Sono stato felice di aver guardato ad altre realtà per questa colonna sonora che ha guardato sempre più agli stati d’animo del film. Mi piaceva trattare queste tematiche con sonorità nuove, ho usato molto l’orchestra, è stato bello trovarsi in perfetta sintonia senza aver visto il film”, ha concluso il cantante.

Elogiato da Giovanni Veronesi: “Ringrazio gli attori e Giuliano perché lavorare con certi artisti, non è semplicissimo. Ci sono certe collaborazioni che finiscono a male parole. Lavorare con lui è stato un privilegio, è un grande artista e ti fa vivere sempre emozioni diverse. Questa volta mi ha portato alla Forum, a Roma, e l’ho visto dirigere 60 elementi. Vedere una star che sei abituato a vedere sul palco con i pantaloni che gli calano e la voce in falsetto, vederlo sul banchetto a dirigere 30 violini, timpani e clavicembali mi ha dato un’emozione fortissima”. “Bastava fare così”, mimando il gesto di un direttore d’orchestra, scherza il cantante salentino.

Non è un paese per giovani sarà al cinema il 23 marzo.

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