‘Opere in Scena’, una mostra nelle sale liberty del Salone Margherita – VIDEO

Autori moderni e contemporanei dalla collezione della Banca d'Italia

Un cambio di registro notevole. Sembrano lontani anni luce gli spettacoli del ‘Bagaglino’, il varietà che mescolava politica, satira, lustrini e soubrette. Il Salone Margherita adesso ci appare silenzioso e affascinante come non era possibile vederlo negli ‘anni ruggenti’ dello show di Pingitore. Una scenografia perfetta per la collezione di opere che ‘veste’ le stanze al piano alto, quelle degli uffici e dei salotti con i divani di velluto rosso che hanno visto nascere il café chantant. La struttura teatrale degli inizi del Novecento (unita con un fil rouge alla Sala Umberto e al Bal Tic Tac, il cabaret futurista di via Milano ora museo) in questi giorni si ri-presenta ai romani, e ai visitatori di Roma, nella veste di spazio espositivo grazie al progetto ‘Opere in Scena’ curato da Pier Paolo Pancotto. Un nucleo di opere di proprietà della Banca d’Italia, molte di loro inedite per il grande pubblico, sono state collocate in un percorso ben integrato nell’ambiente, con un effetto di intimità per il visitatore difficile da collocare nel tempo (appartiene all’Oggi ma anche a all’Altro Ieri).

Nel catalogo stampato come un libretto di teatro, Luigi Donato, capo del Dipartimento Immobili e appalti della Banca d’Italia, scrive: “Cosa c’è di più naturale che portare l’arte al Salone Margherita, dove è di casa da oltre cent’anni?”. Il teatro è tornato nella disponibilità della Banca dal 2020, dopo aver ospitato eventi con finalità benefiche, e adesso si apre per far condividere le opere della collezione con la collettività, a testimonianza di una visione dove “arte ed economia, e passato e presente si uniscono all’insegna della responsabilità sociale e della cultura” prosegue Donato.

Pier Paolo Pancotto ha scelto e affiancato i lavori “lasciando affiorare sintonie via via diverse, ora intellettuali, ora iconografiche ora iconologiche, in un gioco di rimandi che è alla base del progetto espositivo” come spiega lo stesso curatore. Qualche esempio: Alberto Di Fabio con ‘Sorgente di luce’ (2017) è in dialogo con il ‘Paesaggio futurista’ (1917) di Enrico Prampolini, mentre il ‘Nido’ di Nico Vascellari (2009) si confronta con la ‘Natura morta romantica’ (1941) di Filippo de Pisis. Una mostra che va sfogliata, vissuta, goduta insieme al piacere di immergersi in ambiente carico di atmosfera e di storia. Fino al 12 dicembre 2021 (dal giovedì al lunedì, dalle ore 14 alle ore 20. Prenotazioni sul sito www.salonemargherita-opereinscena.it)

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