Roma: a Gualtieri il premio ‘Mattonella’ da ex liceo Visconti

che ha frequentato nel quinquennio 1980-1985

“Sono particolarmente emozionato ed e’ bello dare il senso della ripartenza”: sono le parole con cui il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha ricevuto questa mattina il Premio Mattonella, conferito dall’Associazione ex alunni del liceo Visconti a chi, dopo aver frequentato il liceo classico di piazza del collegio romano (uno dei piu’ prestigiosi della Capitale) ha assunto particolare rilevanza nella vita cittadina e nazionale.

Il premio consiste proprio in una mattonella dell’antico pavimento datato 1846 dell’aula magna del liceo Visconti.

Gualtieri, gia’ europarlamentare e ministro, ha frequentato il liceo classico nel quinquennio 1980-1985. Sulla targa del premio c’e’ ancora impressa la data del 28 febbraio 2020 quando, inizialmente, era stata programmata la cerimonia. Poi la pandemia ha fatto slittare l’evento di oltre due anni.

“Varcando questo edificio per la prima volta nel settembre 1980 – ha detto Gualtieri – mi sentii intimorito per questa bellezza che abbaglia e che poi mi avrebbe dato tantissimo. Io ero della categoria ‘fuori zona’ dell’Appio Latino e la scelta di frequentare il Visconti e’ stata un po’ casuale perche’ aveva deciso di iscriversi il mio migliore amico di allora”. Quelli del liceo sono stati “gli anni piu’ belli della mia vita – ricorda Gualtieri – ed un’esperienza straordinariamente formativa sul piano umano ancora prima che culturale”. Dagli studi classici “ho imparato” alcune cose fondamentali. Primo “la storia non si ripete mai. Studiare la storia – sottolinea il sindaco di Roma – serve a evitare il rischio di pensare che il futuro e’ uguale al passato. Non si possono fare cose nuove con ricette vecchie”. Poi “non esiste una dialettica binaria tra ragione e torto. Occorre cercare di capire anche le ragioni degli altri”. Infine rivolgendosi agli studenti, Gualtieri ha concluso: “una citta’ come Roma non puo’ cambiare senza il coraggio e lo spirito di sfida che incarnate. Roma non potra’ mai cambiare se i suoi giovani non saranno protagonisti. La dimensione di Roma come comunita’ educante e’ il tratto che ne definisce l’identita’ profonda”.

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