Lorenza Trucchi, decana della critica d’arte italiana, giornalista, docente e protagonista assoluta del dibattito culturale del Novecento e del contemporaneo, è morta oggi a Roma all’età di 104 anni. Con il suo lavoro ha lasciato un’impronta profonda e duratura, contribuendo a definire un’idea di critica d’arte come esercizio di responsabilità civile e strumento di conoscenza condivisa.
Capace di rendere accessibile l’arte contemporanea senza mai banalizzarla, Trucchi ha affiancato all’attività giornalistica un ruolo centrale nelle istituzioni culturali e nella formazione di intere generazioni di artisti e studiosi. Dal 1969 al 1994 ha insegnato storia dell’arte alle Accademie di Belle Arti dell’Aquila e di Roma, influenzando in modo decisivo il panorama critico e artistico italiano.
Nata l’11 gennaio 1922 nel Principato di Monaco, dopo gli studi classici a Roma si laureò in giurisprudenza con il massimo dei voti all’Università La Sapienza. Scelse però di rinunciare alla carriera forense per dedicarsi al giornalismo. I primi articoli risalgono al 1949; dal 1950 iniziò una collaborazione continuativa con quotidiani e periodici come Il Momento, Il Gazzettino, Il Corriere Mercantile, La Fiera Letteraria, Leggere, Art Dossier.
Proprio a La Fiera Letteraria, dal 1955, assunse il coordinamento della sezione arti figurative e architettura su incarico di Diego Fabbri. Nel 1971 fu chiamata da Dino Buzzati e Franco Russoli a collaborare alla pagina d’arte del Corriere della Sera. Dal 1967 al 1977 firmò su Momento Sera la rubrica settimanale “Arte per tutti”, manifesto del suo approccio inclusivo e rigoroso alla critica. Dalla fondazione fu inoltre critica d’arte de Il Giornale Nuovo di Indro Montanelli.
Parallelamente all’attività giornalistica, Trucchi ebbe un ruolo di primo piano nelle istituzioni: fu membro della Commissione Esperti per le Arti Visive della Biennale di Venezia nel 1988 e nel 1990 e presidente della XII Quadriennale nazionale d’arte di Roma dal 1995 al 2001, guidando la rassegna in una fase di profondo mutamento del sistema artistico italiano.
Fondamentale nella sua carriera il rapporto con Jean Dubuffet, di cui fu tra le prime critiche italiane a cogliere la portata innovativa. L’amicizia nata a Parigi negli anni Sessanta è documentata nel Carteggio Dubuffet-Trucchi (2014) e testimonia il ruolo di mediazione culturale svolto da Trucchi tra l’artista e il pubblico italiano.
Tra le sue principali pubblicazioni figurano Qualche ritratto da Cézanne a Pollock (1961), Jean Dubuffet (1965), Francis Bacon (1975) e Arte per tutti (1992), opere che restano punti di riferimento per lo studio dell’arte contemporanea.
Con Lorenza Trucchi scompare una voce autorevole e indipendente, che ha saputo coniugare rigore critico, impegno civile e passione educativa, contribuendo in modo decisivo alla crescita della cultura artistica italiana