Roma: nuova vita per il fregio dell’Altare della Patria – VIDEO

Le intemperie e l’inquinamento ne avevano compromesso la tenuta, ma ora è stato restaurato. Da domani prenderà il via anche la mostra dal titolo “La Dea Roma e l’Altare della Patria. Angelo Zanelli e l’invenzione dei simboli dell’Italia unita”, alla sala Zanardelli del Vittoriano

Le intemperie e l’inquinamento ne avevano compromesso la tenuta, ma ora è tornato all’antico splendore lo storico fregio dell’Altare della Patria, a Roma. Tra marzo e ottobre è stato eseguito il restauro e oggi il fregio rinnovato è stato presentato alla stampa dal ministro della Difesa, Guido Crosetto, dal ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, e dalla direttrice del Vittoriano, Edith Gabrielli. L’intervento di ripristino è stato diretto da Edith Gabrielli ed eseguito dall’artista Susanna Sarmati, che ha provveduto alla reintegrazione dell’immagine, senza cancellare i segni del passaggio del tempo.

“Adesso i visitatori potranno rivalutare non solo l’opera, ma anche il suo autore, Angelo Zanelli”, ha detto Gabrielli.

Da domani prenderà il via anche la mostra dal titolo “La Dea Roma e l’Altare della Patria. Angelo Zanelli e l’invenzione dei simboli dell’Italia unita”, alla sala Zanardelli del Vittoriano, “che si inserisce in un più ampio progetto di tutela e valorizzazione dell’Altare della Patria – ha affermato la direttrice -. La mostra è promossa da uno degli istituti di interesse di livello generale del ministero della Cultura dotati di autonomia speciale, ovvero scientifica, finanziaria, contabile e organizzativa, il Vive”.

“Come ministro della Cultura ho dato impulso a una serie di mostre che dovranno svolgersi qui all’Altare della Patria, che potremmo definire quasi una cattedrale civile, identitaria, dove si affondano le radici della Repubblica e del nostro essere comunità nazionale e che i giovani devono studiare”, ha detto il Sangiuliano. Dello stesso avviso è stato il ministro Crosetto: “L’Altare della Patria, che tra l’altro è stato realizzato proprio da un ragazzo, è un pezzo della storia dell’Italia e va studiato soprattutto dalle giovani generazioni. Si tratta di uno dei monumenti più rappresentativi del nostro Paese”. In mostra sono esposti 57 pezzi, di cui 44 provengono dalla Gipsoteca del Vittoriano, un patrimonio fino a pochi mesi fa quasi sconosciuto. “Per molto tempo non solo Zanelli, ma tutti gli scultori attivi nel Vittoriano sono rimasti vittime di una mancata comprensione critica. La mostra contribuisce a cambiare il senso delle cose: essa aiuta i visitatori e anche gli studiosi a conoscerli meglio. Ne emerge un quadro diverso e certamente positivo”, ha sottolineato Gabrielli.

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