Roma: restaurata statua Garibaldi al Gianicolo – VIDEO

Gualtieri "torna al suo splendore"

Il monumento dedicato ad Anita Garibaldi, a Roma.

Torna a splendere a Roma la statua equestre di Giuseppe Garibaldi al Gianicolo, colpita da un fulmine 5 anni fa e restituita alla Capitale dopo sei mesi di restauri. Questa mattina si è tenuta la cerimonia per la conclusione dei lavori di consolidamento, restauro e messa in sicurezza del monumento. I lavori si sono resi necessari a seguito del danneggiamento al basamento causato da un fulmine che ha colpito la struttura nella notte tra 6 e il 7 settembre del 2018. Dalle indagini si è potuto capire che in uno degli angoli della struttura si era creato un innesco dovuto a infiltrazioni d’acqua presente all’interno del basamento, e che una volta colpito dal fulmine, ha provocato un’esplosione. I lavori, iniziati nel luglio del 2022, hanno consentito non solo di recuperare la struttura, ma attraverso l’installazione di una gabbia di Farady (dal nome del fisico che l’ha ideata), pressoché invisibile per chi guarda dal basso la statua, per prevenire eventuali danneggiamenti dovuti a episodi simili in futuro. La gabbia dovrebbe, infatti, scaricare i fulmini a terra.

“Adesso Garibaldi è in tutto il suo splendore. È stato emozionante vedere la complessità e la delicatezza con cui la squadra ha gestito molto bene questo impegno così delicato”, ha detto il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, nel corso della cerimonia. “Per noi era fondamentale sanare questa ferita perché vedere per tanti anni questo monumento circondato da transenne non era una bella immagine per la città. Non ci fermiamo qui, anche quello di Anita Garibaldi è un monumento che richiede anch’esso un lavoro. Grazie al Pnrr abbiamo Anita e ossario, due tasselli che concluderemo insieme ad altri interventi ordinari, con l’obiettivo di riqualificare complessivamente questo luogo, un museo a cielo aperto che ci ricorda di una delle pagine più importanti della nostra storia e identità”, ha concluso Gualtieri.

“Siamo molto contenti della conclusione dei lavori nei tempi previsti”, ha affermato il sovrintendente capitolino ai Beni culturali Claudio Parisi Presicce. “Durante le indagini – ha spiegato – avevamo scoperto che il monumento era stato aggredito da fulmini anche nel secolo scorso, nel 1944 e nel 1963, colpendo lo stesso angolo del monumento. Una volta comprese le cause e quali fossero gli elementi strutturali che avevano costituito il veicolo attraverso cui questo danno si era prodotto, abbiamo quindi potuto completare l’intervento e prevenire qualsiasi ulteriore ripetizione di danni al monumento”, ha concluso Presicce. “È una bella giornata perché doveva o ricucire una ferita provocata dal fulmine che aveva destabilizzato la statua e le sue strutture”, ha detto l’assessore capitolino alla Cultura, Miguel Gotor. “Fa piacere quando si rispettano gli impegni, si lavora con serietà e si restituisce a Roma Garibaldi nella sua interezza stabilità e anche una nuova protezione che consentirà che eventi fortuiti come quello accaduto non si ripetano”, ha concluso l’assessore.

Hanno preso parte alla cerimonia anche i pronipoti di Garibaldi, Annita e Giuseppe. “Il Comune di Roma sta onorando il dovere della memoria”, ha detto Annita. “È bene che Garibaldi sia ricordato attraverso monumenti e targhe, altrimenti i giovani non sanno più di che cosa si tratta. Non si insegna più la storia del Risorgimento nelle scuole e nelle università quindi qualcosa bisogna fare”, ha concluso Annita. Garibaldi “fu l’eroe dei due mondi, che mandò un proclama alle potenze d’Europa perché abbattessero i confini e non si facessero più guerre e si costituisse un’unica Europa unita”, ha affermato Giuseppe, il pronipote. “A quel tempo – ha aggiunto – lui voleva coinvolgere anche la Russia zarista. I tempi sono, purtroppo un po’ cambiati, però oggi questa occasione ci rincuora un pochino perché dare valore a un restauro importantissimo di questo monumento vuol dire che c’è voglia di riprendere la nostra storia vera”, ha concluso il pronipote di Garibaldi.

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