“Speravo de morì prima”, arriva la serie tv su Totti 

Pietro Castellitto sarà l'ex capitano giallorosso. Dal 19 marzo su sky Atlantic

photo credit: Mzr Lozioleru

(di Nicoletta Tamberlich per Ansa)

Uno dei più grandi talenti della storia del calcio, una bandiera, per i romanisti l’ottavo re di Roma. Un racconto intimo, con punte di ironia e commozione per l’unico fuoriclasse, nell’epoca dei cambi di casacca milionari, ad aver vestito per tutti e 27 gli anni di carriera sempre e solo una maglia. Il pallone è stato la sua vita. “Speravo de morì prima“, la serie su Francesco Totti – prodotta da Wildside (del gruppo Fremantle), con Capri Entertainment e The New Life Company – racconta con ironia senza mancare di profondità epica gli ultimi 18 mesi di carriera del campione, quando inizia la battaglia col tempo che passa.

A prestare sembianze, sguardo, movenze, ironia e voce, all’ex numero 10 un talentoso Pietro Castellitto, che nonostante la poca somiglianza è bravissimo, a detta dello stesso ex capitano giallorosso: “Ha cercato di farmi uscire come sono veramente. Grazie a tutti, la serie va vista perché è simpatica e allo stesso tempo emozionante”. Sua moglie Ilary Blasy è interpretata da Greta Scarano.

Tra presente e passato, pubblico e privato, “Speravo de morì prima” (dal famoso striscione in curva per la sua ultima partita), diretta da Luca Ribuoli, dal 19 marzo su Sky Atlantic alle 21.15 e Now Tv e tratta dal libro Un capitano di Francesco Totti e Paolo Condò (edito da Rizzoli), è il racconto del campione e dell’uomo.

“È dura per tutti” dice Stefano Bises, che firma la sceneggiatura con Michele Astori e Maurizio Cadeddu. Ripercorre seriamente, ma con il tono della commedia, i diciotto mesi che vanno dal ritorno di Luciano Spalletti (un sempre convincente Gian Marco Tognazzi) sulla panchina della Roma al più struggente addio al pallone della storia del calcio. Un anno e mezzo di guerra contro due avversari che non fanno sconti neppure a Francesco Totti: il tempo e l’allenatore. Una guerra che divide una città e la comunità calcistica. Una guerra combattuta con passione e tormento da un calciatore che non vuole e soprattutto non riesce a mettere la parola fine a una carriera da sogno, tutta vissuta indossando sempre e solo una maglia.

Nella dramedy in sei episodi targata Sky Original l’epica sportiva da vero fuoriclasse del calcio italiano e mondiale, raccontato anche attraverso le immagini d’archivio dei momenti più esaltanti della sua carriera e la vita privata di un uomo coraggioso e semplice, autoironico e romanissimo, legato da sempre alla sua città e al calcio.

Castellitto rivela: “Quando Totti, che ho seguito dall’infanzia e conosciuto solo in questa occasione, dice che ha scoperto qualcosa che non conosceva, si comprende che la sfida era riuscire a creare una maschera che lo stupisse. Il cinema è evocazione, non imitazione. Sono cresciuto con Totti, ero piccolo, ho ritrovato un diario mentre giravo. Avevo 9 anni e in una pagina scrivevo ‘Ha fatto un gol col Brescia veramente bellissimo. Totti è come l’inchiostro della penna. Il calcio non è calcio, se Totti non c’è'”. Tognazzi spiega di essersi fatto una sua idea di Spalletti: “Ho cercato di trovare un filo conduttore che ho identificato nel disagio” dice l’attore, “non mi piaceva l’idea dell’antagonista e del cattivo”.

Greta Scarano, che interpreta Ilary, dice: “Sono arrivata quando la macchina era rodata” racconta, Pietro ha interpretato Totti con una grazia e una semplicità che non è da tutti. Quella tra Totti e Ilary è una relazione pubblica e lunga, raccontiamo anche un grande amore. Mi è piaciuta la coerenza di IIary, che gli sta vicino anche in un momento così difficile. L’ho vissuto come un dramma shakespeariano, perché è costretto a lasciare il mondo a cui appartiene”.

La mamma di Totti, Fiorella, è Monica Guerritore: “Mamma con la M maiuscola – fa notare l’attrice – quella che impara le lezioni per lui e le ripete in macchina quando lo accompagna agli allenamenti. Che quando nel palazzo dove hanno sempre vissuto, in un quartiere popolare di Roma, non ne possono più dell’assedio dei tifosi, accetta di trasferirsi in uno residenziale isolato per non lasciare solo il figlio. Che se lo tiene in casa fino a quando non si sposa e accoglie persino un Cassano giovanissimo, solo e turbolento, per far da madre anche a lui. Il giorno dell’addio del figlio al calcio deciderà di non andare allo stadio”.

Giorgio Colangeli (il padre, Enzo Totti, morto di Covid a ottobre scorso), Gabriel Montesi (Antonio Cassano), Marco Rossetti (Daniele De Rossi), Alessandro Bardani (Angelo Marrozzini), Primo Reggiani (Giancarlo Pantano) e Massimo De Santis (Vito Scala) completano il cast. Nonostante la serie sia incentrata prevalentemente sugli ultimi due anni di carriera di Totti, vediamo anche numerosi flashback, come alcuni episodi della sua infanzia, quando giocava con gli altri bambini.

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