Storie di adolescenti alla ricerca di un identità: Prisma, la nuova serie tv di Prime Video, è ambientata a Latina – VIDEO

Disponibile in esclusiva dal 21 settembre in oltre 240 Paesi. Un racconto di formazione in otto episodi che ruota intorno alla complessa relazione tra l'identità, le aspirazioni, l'aspetto fisico e gli orientamenti sessuali, ma affronta anche temi come la scuola, la disabiltà e lo sport

In una scena si vede lo smarrimento del gemello Andrea che parla con una volontaria di un’associazione e gli chiede: “Sono un gay o un trans?”. Lei gli risponde: “Si dice una persona trans. Io non lo so, lo capirai tu. Ma non aver fretta di darti delle etichette”. Un racconto di formazione in otto episodi che ruota intorno alla complessa relazione tra l’identità, le aspirazioni, l’aspetto fisico e gli orientamenti sessuali, ma affronta anche temi come la scuola, la disabiltà e lo sport di un gruppo di adolescenti di Latina, con protagonisti due gemelli (interpretati dallo stesso attore al suo debutto, Mattia Carrano, 21 anni). Si intitola Prisma la nuova serie di Prime Video, diretta da Ludovico Bessegato (Skam Italia) che l’ha scritta con Alice Urciuolo, disponibile in esclusiva dal 21 settembre in oltre 240 Paesi, prodotta in Italia da Cross Productions di Rosario Rinaldo per Amazon Studios.

 

Con una nuova canzone scritta da Achille Lauro “Mattoni” che interpreta se stesso in un cammeo nel corso degli episodi. Nel cast anche il richiestissimo Lorenzo Zurzolo (Daniele, campione di nuoto appassionato di musica trap che a volte si comporta da bullo nella serie), Caterina Forza, Chiara Bordi, LXX Blood, Matteo Scattaretico, Zakaria Hamza, Riccardo Afan de Rivera Costaguti, Flavia del Prete, Asia Patrignani, Elena Falvella Capodaglio, Andrea Giannini, e Nico Guerzoni. Protagonisti del racconto sono due gemelli, Marco e Andrea (Carrano), all’apparenza identici ma profondamente diversi nelle inquietudini che esprimono. Il loro mondi interiori e manifestazioni esteriori riflettono due diversi archetipi di genere. Naturalmente, il fatto che siano gemelli introduce uno scambio di ruoli tiene incollati alla trama, mentre la comunicazione tra i personaggi mediata dalle app chiarisce la presenza di espedienti narrativi che coinvolgono realtà alternative.

Il percorso dei due fratelli e la scoperta di sé sarà gioioso e turbolento insieme e coinvolgerà allo stesso modo anche il loro numeroso gruppo di amici, tutti alla ricerca del proprio posto in un mondo in continuo cambiamento. Se l’ambientazione è Latina e dintorni, nei luoghi di origine di Alice Urciolo, l’idea di Prisma è venuta propria a lei, incontrando “ai tempi dell’università una ragazza transgender diventata poetessa, Cristina Vivinetto. Lei aveva un gemello e proprio da quello è venuta l’idea di raccontare la storia. Latina era un luogo poco conosciuto. Ha delle serre infinite appena fuori città, un grattacielo inatteso. Ci permetteva di raccontare la provincia, ma con atmosfere diverse dalla provincia italiana che tutti conosciamo. È stata fondata meno di un secolo fa, ci sono persone più vecchie della città in cui vivono”.

Perchè il titolo Prisma? “Il Prisma prende la luce del sole che noi vediamo trasparente e bianca e la trasforma nell’infinito spettro dei colori. Il bianco, il canone, non esiste. È solo una sintesi affollata. Più che serie Young Adult preferiamo parlare di una sorta di romanzo di formazione e direi che, se pur ruota attorno alla storia dei due gemelli, è piu’ corale di quanto si possa immaginare. È diversamente bella anche rispetto a Skam. E poi volevamo vedere se saremmo riusciti a fare una cosa nostra. Abbiamo sperimentato inserendo salti temporali, un montaggio serrato, musiche con funzione espressiva, affrontiamo il tema dell’identità di genere, mostrando la difficoltà delle nuove generazioni a rientrare dentro certe etichette”. Carola, è interpretata da Chiara Bordi che ha perso una gamba in un brutto incidente col motorino ed ha partecipato a Miss Italia. “È un personaggio – dice l’attrice – schietto ed energico e a tratti molto leggero negli atteggiamenti”. (di Nicoletta Tamberlich per Ansa)

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