18 Giugno 2021
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Teatro di Roma, presentata la nuova stagione

Argentina e India hanno presentato oggi il cartellone per la stagione 2017-2018

“Il Teatro è uguale per tutti” è l’imperativo che accompagna la Stagione 2017/2018 del Teatro di Roma, patrimonio di tutti, che esprime unità nella varietà delle molteplici proposte che si alterneranno sui palcoscenici del Teatro Argentina e del Teatro India. “Il Teatro uguale per tutti’, perché consideriamo il teatro il primo figlio della democrazia, il parlamento sociale che ancora ci appartiene, e quindi lo vogliamo far diventare ancora di più un’esperienza inclusiva”, ha dichiarato il Direttore Antonio Calbi, intervenendo alla conferenza stampa di presentazione, presso il Teatro India.

 

“Il Teatro di Roma è cresciuto molto in questi tre anni. – ha aggiunto Calbi – Lo abbiamo tenuto aperto da settembre a luglio, sia l’Argentina che India, e la città è rientrata e dal teatro di Roma si irradiano pensieri e domande”. L’11 settembre “Ritratto di una Nazione” apre la stagione del Teatro Argentina. Ma ci sono, “tantissimi titoli, – ha spiegato ancora Calbi – che riflettono sul potere: da ‘Antigone’ al ‘Sindaco del Rione Sanità’, a ‘Democracy in America’ di Castellucci. Poi, trasformiamo il Teatro India ancora di più nella factory dove investire sul nuovo, molti i debuttanti, anche registi, sempre con quel principio che il teatro deve essere presente al proprio tema”, come Eleonora Danco, performer della scrittura ironica e disturbante, che sul Teatro India firma e interpreta dEVERSIVO, a svelare l’inconscio di un personaggio ai bordi della vita (19 ottobre).

 

Il teatro di Roma “è il teatro della capitale e il teatro della nazione, ecco perché apriamo la stagione al Teatro Argentina con il nostro secondo ritratto teatrale, che è il ‘Ritratto di una Nazione – L’Italia al lavoro’. – ha precisato il direttore – Dopo il ‘Ritratto di una Capitale’ di tre anni fa in cui gli artisti hanno fotografato le criticità ma anche la bellezza e la speranza di Roma, ora tocca al lavoro. E saranno 20 gli autori, dalle 20 regioni italiane a dirci a che punto è il lavoro. Infine, chiuderemo con ‘La Classe operaia va in paradiso’ di Elio Petri e regia di Claudio Longhi e addirittura, per l’anniversario della pubblicazione, ‘Il Capitale di Karl Marx’, sul palcoscenico del Teatro Argentina. Ma le proposte – ha concluso Calvi -sono tutte belle e alcune sono delle scommesse vere e proprie”.

 

Il claim della nuova stagione, “Il Teatro è uguale per tutti”, riafferma lidea di una programmazione in cui ognuno possa ritrovarsi e riconoscersi cittadino di un luogo plurale e aperto a tutti: una comunità di artisti e pubblico vivace e partecipe. Anche quest’anno la programmazione opera per strutture tematiche costruendo una Stagione a progetti: 15 percorsi da attraversare, vivere e mescolare tra loro, secondo interessi e sensibilità, per 11 mesi, aperto a tutte le generazioni e tipologie di pubblico. In continuità con i principi che hanno guidato le precedenti stagioni, ampia e doverosa continua ad essere l’attenzione alla drammaturgia del presente, in equilibrio tra tradizione e innovazione, tra il meglio della classicità e novità drammaturgiche, confermando l’impegno a sostenere le espressioni del territorio, talenti e intelligenze creative indipendenti.

 

Cuore dell’offerta artistica un progetto produttivo in continuo sviluppo e che riverbera di temi legati al presente. Il sipario si alzerà circa 550 volte su un cartellone di 72 proposte complessive, composto da 24 produzioni di cui 14 nuove produzioni, 8 coproduzioni e 2 riprese con opere di più di 60 autori viventi messi in scena, 64 registi e circa 300 interpreti: numeri che collocano il Teatro di Roma fra i primi teatri della Nazione. Un impegno intrapreso nel 2014 dal direttore Antonio Calbi e rinnovato con l’insediamento del nuovo Cda presieduto da Emanuele Bevilacqua (in carica dall’8 marzo).Due i palcoscenici: il Teatro Argentina, dove si dipana il dialogo tra classico e contemporaneo, e il Teatro India, fabbrica creativa e luogo di investimento per il teatro del futuro.

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