Torna il Festival dell’architettura di Roma

In sinergia con la Fondazione Tetrabondi e in collaborazione con il Municipio VIII di Roma, il Festival comincia proprio all'insegna dell'inclusione, e quindi dello sport: domani, sabato 11 giugno, a partire dalle 12 nel quartiere Ostiense, in programma Ognuno a modo suo - Sport senza barriere

photo credit: pagina Fb Festival Architettura Roma

Al via domani al parco Schuster, con una giornata che dà l’innesco al tema della quarta edizione, Far – Il Festival dell’architettura di Roma organizzato dall’Ordine degli architetti di Roma e provincia, con il patrocinio del Comune di Roma e della Città metropolitana di Roma Capitale, della Regione Lazio, delle università Roma Tre e Sapienza, del Coni e del Comitato italiano Paralimpico. Una città da trasformare, da rendere accessibile non soltanto per abitanti, turisti e grandi eventi, ma ridisegnata partendo dalla cultura dell’appartenenza, di tutti.

In sinergia con la Fondazione Tetrabondi e in collaborazione con il Municipio VIII di Roma, il Festival comincia proprio all’insegna dell’inclusione, e quindi dello sport: domani, sabato 11 giugno, a partire dalle 12 nel quartiere Ostiense, in programma Ognuno a modo suo – Sport senza barriere. Dal basket e rugby in carrozzina, passando per lo scherma adattato, tiro con l’arco, karate, Jolette e tricicli, taekwondo, atletica, race running, tennis tavolo, e arrivando sino al calcio non vedenti, sitting volley e skate: la giornata inizia con le aperture dei campi sportivi per proseguire con il pranzo e i laboratori in LIS e i panel comunicativi integrati dove l’italiano si mescolerà alla lingua e alle immagini in caa e al braille.

Grazie alle discipline organizzate in collaborazione con le diverse associazioni, federazioni e società sportive italiane e del territorio romano, tutti, senza distinzione di età, e gratuitamente potranno provare le attività coniugando divertimento e diversità. Un appuntamento in cui ricorrono svariate prime volte: il primo evento sportivo inclusivo italiano aperto a tutti, il primo a Roma in un parco pubblico e anche il primo organizzato dalla onlus dell’attivista e blogger Valentina Perniciaro presidentessa della Fondazione Tetrabondi che, nell’occasione, presenterà anche il suo primo libro, “Ognuno ride a modo suo”, insieme all’attore e regista Valerio Mastandrea.

“Lo spirito della giornata non è soltanto quello di calarsi nei panni delle persone più vulnerabili, ma di provare le loro stesse emozioni adrenaliniche praticando sport – spiega Valentina Perniciaro – Un modo per divertirsi e intanto modificare e ampliare il proprio punto di vista”. Ad aderire e partecipare attivamente anche la As Roma, charity partner della giornata. Diverse le iniziative della squadra vincitrice della Conference League che ha già messo all’asta la maglia di Leonardo Spinazzola i cui proventi saranno interamente devoluti alla Fondazione Tetrabondi. Ad accogliere i partecipanti al parco ci sarà la mascotte Romolo mentre l’Asdd Roma 2000 Calcio non vedenti installerà un campo dove chiunque potrà giocare una partita di calcio a 5. I partecipanti saranno bendati e, dentro alla struttura messa in sicurezza, impareranno a individuare e colpire uno speciale pallone sonoro.

Inoltre, per la prima volta, i tecnici e gli allenatori del Fispes – Federazione italiana sport paralimpici e sperimentali – saranno a disposizione per l’avviamento all’atletica leggera dei diversamente abili che potranno provare le discipline di lancio e race running, nuova specialità olimpica inserita a Parigi 2024. Ancora, per l’occasione, sarà montato uno skate park accessibile. Una pista adattata e Wcmx con l’Hybrid skatepark del Bunker, il primo dedicato anche alle persone con mobilità ridotta. Ad inaugurarlo Ilaria Naef, campionessa italiana di Wcmx, che dimostrerà, prima delle prove aperte a tutti, come compiere evoluzioni con la sedia adattata per il motocross in carrozzina.

“È stato fortemente voluto che il Festival avesse inizio a partire dalle relazioni – spiega Alice Buzzone, direttrice del Festival, consigliera Oar e delegata all’osservatorio accessibilità dell’Ordine degli architetti di Roma – Si pensa all’architettura solo come spazio costruito, mentre è prima di tutto costruzione di relazioni: è il ruolo sociale dell’architetto che l’Ordine vuole mettere in primo piano con questo Festival”.

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