12 Giugno 2021
Il meteo a Roma

Trastevere, il mistero dei manifesti di Sergio Citti accanto agli ex-voto

Alla scoperta del collettivo che crea locandine cinematografiche del passato e le affigge sui muri di Roma

La scena è grottesca e onirica, come se a girarla fosse stato proprio il collaboratore di Pier Paolo Pasolini. Una sera di luglio del 2018 cammini per viale Trastevere e ti imbatti nei manifesti di due film di Sergio Citti accanto agli ex-voto, altezza Ministero della Pubblica istruzione. Casotto e Sogni e Bisogni, un film del 1977 e una miniserie del 1985.

Una scena d’altri tempi che appare all’improvviso, tra gli sguardi stanchi dei turisti e quelli distratti dei romani assorti su smartphone e tablet.

Come una macchina del tempo che ci riporta nella Roma di Giulio Carlo Argan, di Bruno Conti e di Agostino Di Bartolomei.

Sergio Citti è l’icona di una romanità che non c’è più, snobbata a suo tempo da un certo tipo di cineasti e oggi ignorata da tanti giovani romani che magari vanno a vedere le rassegne del Cinema America ma che forse non hanno mai sentito il suo nome.

Ma chi è il folle che ha pensato di creare uno scorcio nel cuore di Roma che omaggia un pezzo di storia novecentesca della Capitale?

Il protagonista di questa rievocazione è il Collettivo Novecento, due artisti e pittori – Elia Elia e Leonardo Crudi – che ricreano locandine di film del passato e li rielaborano in forma artistica. Prendono un film di Umberto Lenzi e di Pupi Avati e li fanno rivivere su quei muri di Roma ostaggio di writer pasticcioni e di adesivi pubblicitari.

Non sappiamo se sia il lancio di qualcosa o un tributo fine a se stesso di un cinema che ha influito sulla cultura del nostro Paese. Se le pasquinate vogliano comunicare qualcosa oppure no.

Quel che sappiamo è che questi misteriosi artisti riescono a raggiungere un doppio risultato: abbellire i muri della Capitale e rispolverare opere cinematografiche del passato che possono incuriosire i passanti e spingerli a vederli.

Ci piace immaginare che il maestro Citti, da lassù, non si stia perdendo una scena. E che guardi il muro di Trastevere con i suoi occhialoni da vista mastodontici e il suo sguardo sornione.

Magari pronunciando un bonario ‘mortacci vostri!’.

Sergio Citti

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