Villa Massimo, quattro anni dalla chiusura

Il parco, che per 70 anni aveva rappresentato il cuore del quartiere Nomentano, è stato chiuso il 13 gennaio del 2013 e da allora mai più aperto

«Il 13 gennaio 2017 la chiusura del giardino di viale di Villa Massimo ha compiuto quattro anni esatti. Da quando, nel gennaio 2013, i cancelli vennero chiusi e mai più riaperti, il parco che per settant’anni aveva rappresentato il cuore del quartiere Nomentano-Italia e un luogo fondamentale di svago all’aria aperta per generazioni di bambini, si è trasformato pian piano solo in un lontano ricordo, sempre più sbiadito.

Chi passa oggi davanti alla grande inferriata, a piedi o con l’autobus della linea 62, può vedere l’erba alta avvolgere e l’intero parco verde come un velo pietoso, i vecchi pini crollati uno dopo l’altro simili ai resti di vecchie colonne romane di un tempio ormai in rovina, lo scheletro diroccato in lontananza del parco giochi come il set abbandonato di un vecchio film felliniano. Sono ormai lontani i tempi in cui genitori e nonni portavano a giocare sulla grande giostra i piccoli abitanti del quartiere, ormai grandi.

I bambini che oggi passano davanti ai cancelli chiusi da pesanti catene e lucchetti chiedono invano spiegazioni agli adulti che li accompagnano, domandando senza risposta per quale motivo non possano giocare all’interno del giardino. I grandi possono solo limitarsi a raccontare di quando erano loro a poter passare lunghi pomeriggi primaverili correndo e giocando lungo i viali e sui prati del parco, possono solo soffermarsi nostalgici sui quei meravigliosi ricordi della loro infanzia stampati per sempre nella memoria come momenti preziosi e irripetibili. Scende una lacrima, di nostalgia ma anche di rabbia. Per una ingiustizia che grida vendetta.

Per l’enorme crudeltà inflitta a questo quartiere ed alle famiglie che lo abitano. Per poter solo raccontare ai propri figli e nipoti cosa fosse il giardino di Villa Massimo prima che la burocrazia e la cattiva politica lo strappassero all’uso dei cittadini per relegarlo all’abbandono ed al degrado, senza permettere a chi aveva avuto il privilegio di entrarci da bambino di poter dare la stessa gioia ai propri bambini. Una generazione intera di fanciulli di questo quartiere ricorderà Villa Massimo non più come un luogo felice e meraviglioso, ma unicamente come un luogo desolato e oscuro. Questa è glustizia? Questa è legalità?» queste le parole di Emanuele Iannuzzi, portavoce del Comitato per la Riapertura di Villa Massimo, nel quarto anniversario della chiusura del giardino “Giuseppe De Meo” di viale Villa Massimo.

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