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Camera commercio, 58% imprese romane non ridurrà occupazione

Secondo un’indagine sulle conseguenze del coronavirus sulle imprese dell’area metropolitana della Capitale

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di Redazione | 2020-03-25 25/03/2020 ore 10:10

camera commercio roma

Più della metà delle imprese romane, il 58%, non ridurrà i livelli occupazionali. E’ emerso da uno studio dell’Osservatorio della Camera di commercio di Roma, che ha focalizzato una indagine sulle conseguenze del coronavirus sulle imprese dell’area metropolitana della Capitale. La Camera di commercio ha elaborato un terzo report che offre un’analisi sull’impatto del Covid-19 sul tessuto imprenditoriale locale. Più in generale, l’Osservatorio predisposto dalla Camera di commercio di Roma fornisce un costante aggiornamento sull’evoluzione dei fatti, con l’obiettivo di identificare le misure che meglio si prestano a contenere il danno economico subito dalle imprese. La Camera di commercio ha costruito un panel di 500 imprese rappresentative delle attività economiche dell’area metropolitana di Roma. L’indagine è stata somministrata tra il 18 e il 23 marzo 2020. Le imprese del campione hanno nel 67 per cento dei casi la sede nel comune di Roma e per il 33 per cento dei casi nel resto della provincia di Roma. L’84,6 per cento delle imprese ha tra 0 e 9 dipendenti, il 12,6 per cento ha tra 10 e 49 dipendenti e il 2,8 per cento delle imprese ha oltre 50 dipendenti.

Dallo studio, nel dettaglio, emerge che la maggioranza delle imprese non ridurrà l’occupazione: il 58 per cento delle imprese non ridurrà i livelli occupazionali. In particolare il 32 per cento non ridurrà l’occupazione, e il 26 per cento non la ridurrà perché utilizzerà gli ammortizzatori sociali. Molto polarizzate le risposte in funzione anche dei diversi, finora, impatti settoriali. A fronte di un 58 per cento di imprese che non ridurrà l’occupazione, 3 imprese su dieci indicano che saranno costrette a ridurre l’occupazione di oltre il 30 per cento. Il 5 per cento ridurrà l’occupazione fino al 10 per cento e il 7 per cento tra il 10 e il 30 per cento. Tra gli altri fattori presi in considerazione, la digitalizzazione: in moltissimi casi, infatti, la digitalizzazione non può rappresentare un argine ai cali di fatturato. Per tre imprese su 4 (73 per cento del campione) la digitalizzazione non può essere un argine al calo del fatturato. Per il 31 per cento perché non usa strumenti digitali, per il 42 per cento perché anche se li usa non servono a ridurre la contrazione del fatturato. Per il 27 per cento delle imprese invece il digitale sta rappresentando una strategia utile, in particolare il 12 per cento delle imprese ha attivato strumenti digitali proprio per rispondere alla crisi. L’altro 15 per cento usava già strumenti digitali e li trova utili per ridurre l’impatto sul fatturato.

“I numeri sono indicativi – spiega in una nota Lorenzo Tagliavanti, presidente della Camera di commercio di Roma – della durissima fase che stanno affrontando le imprese. Questo terzo report, focalizzato su occupazione e digitalizzazione, mette in evidenza un dato importante che segnala la tenacia e la grande responsabilità del nostro tessuto produttivo. Il 58 per cento delle imprese dichiara, infatti, che non ridurrà i livelli occupazionali: in particolare il 32 per cento non ridurrà la forza lavoro a prescindere e il 26 per cento non la ridurrà perché utilizzerà gli ammortizzatori sociali. La crisi in atto – continua Tagliavanti – mette in evidenza anche un’altra necessità: bisogna incoraggiare e rafforzare la trasformazione digitale che le imprese stanno portando avanti. Anche se per molte non rappresenta un argine al calo del fatturato, per il 27 per cento del campione, il digitale sta rappresentando una strategia utile per combattere questa drammatica situazione. Per la restante parte del campione o perché non può operare o per motivi legati all’attività, il digitale non rappresenta una soluzione utile in questo momento. In ogni caso – conclude Tagliavanti – per evitare danni irreversibili al nostro sistema produttivo, in particolare delle piccole e medie imprese, si è capita l’urgenza di intervenire subito così da evitare un effetto domino sull’intero mondo produttivo. E a questo proposito, in collaborazione con altre Istituzioni come la Regione Lazio e in sinergia con le associazioni di categoria, stiamo studiando e attivando delle misure economiche concrete che consentiranno alle imprese locali di accedere al credito in maniera veloce per far fronte alla grave crisi di liquidità già segnalata da molte aziende”.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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