Categorie: Economia urbana

Rebecchini (Ance Roma – Acer), “Sentenza PTPR crea gravissima incertezza”

Corte Costituzionale annulla il Piano Paesistico della Regione Lazio, costruttori Roma: "mette a rischio investimenti"

“La sentenza della Corte Costituzionale che annulla il Piano Paesistico della Regione Lazio (PTPR) è l’ennesima dimostrazione di come la mancanza di chiarezza tra le competenze tra Stato e Regione sulla materia del paesaggio determini situazioni di grave incertezza per tutti”, dichiara il Presidente di ANCE Roma – ACER, Nicolò Rebecchini”.

“Oltretutto, – continua il Presidente dei costruttori romani – in un momento così drammatico per il nostro Paese a causa degli effetti della pandemia, dove le stesse Istituzioni stanno cercando tutte le soluzioni possibili per non fermare l’economia e dare sostegno alla stessa, una sentenza di questo tipo rimetterà in discussione tutti quegli elementi di certezza che erano stati appena raggiunti dopo oltre 20 anni di procedure”. “Il piano regionale approvato nell’agosto del 2019 dal Consiglio Regionale – aggiunge Rebecchini – rappresentava, infatti, un punto di equilibrio tra imprescindibili esigenze di tutela del territorio ed altrettante necessarie esigenze di sviluppo economico ed era un passaggio fondamentale per avere un quadro di certezze in una materia delicata, come quella della tutela ambientale.”

“La politica ancora una volta non si è dimostrata all’altezza della situazione, creando l’ennesimo vulnus normativo, dimostrando la totale incapacità della gestione dei rapporti tra Ministero e Regione, incurante degli investimenti già effettuati e delle estenuanti procedure che vi sono alle spalle:

Come operatori del settore – conclude Rebecchini – con questa pronuncia saremmo costretti a fermare i lavori avviati: è paradossale, dove non è arrivato il Covid ci pensa direttamente la politica”.«Peraltro ricordiamo che gli immobili aventi valore storico sono già ampiamente tutelati con appositi vincoli delle sovrintendenze e quindi introdurre disposizioni così restrittive ha il solo effetto di impedire la doverosa rigenerazione di edifici obsoleti, vetusti, energivori e sismicamente non adeguati, abbandonando le città nell’incuria più totale» conclude Rebecchini.

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Pubblicato da Redazione

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