Il Consiglio di Amministrazione di Acea, riunitosi oggi nella nuova sede di Firenze sotto la presidenza di Barbara Marinali, ha approvato la relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2025. Il gruppo chiude il primo semestre 2025 con un utile netto consolidato di 227 milioni di euro, in crescita del 32 per cento, rispetto allo stesso periodo del 2024. L’utile netto ricorrente, esclusi gli effetti one-off – indica la società, aumenta di circa il 7 per cento, in coerenza con la dinamica operativa. Nel primo semestre 2025 gli investimenti del gruppo Acea ammontano a 668 milioni di euro, in crescita del 18 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’Ebitda consolidato passa da 655,2 milioni di euro del 30 giugno 2024 a 731,4 milioni di euro al 30 giugno 2025, con una crescita di 76,2 milioni di euro pari all’11,6 per cento.
“I risultati del semestre, solidi e in crescita, confermano l’efficacia della strategia industriale intrapresa che vede il Gruppo sempre più focalizzato sui business infrastrutturali regolati. Inoltre, le capacità gestionali e operative ci permettono di attuare il piano degli investimenti in tutti i nostri settori di business e raggiungere gli obiettivi di performance che ci siamo dati – dichiara Fabrizio Palermo, amministratore delegato di Acea. – L’innovazione e le nuove tecnologie saranno sempre più integrate nelle attività quotidiane e nella realizzazione delle grandi opere in cui siamo impegnati”. L’Ebit consolidato cresce del 26,8 per cento a 377,6 milioni di euro rispetto al 2024, come effetto combinato della crescita dell’Ebitda e della riduzione di ammortamenti, svalutazioni e accantonamenti. Le componenti non ricorrenti relative ai primi sei mesi del 2025 (26,0 milioni di euro) si riferiscono principalmente all’iscrizione dei premi per la qualità tecnica e contrattuale del servizio idrico integrato per il periodo 2022-2023 pari a 24,9 milioni di euro.
L’Ebitda ricorrente aumenta di circa il 9 per cento a 705 milioni di Euro, grazie al contributo di tutte le aree di business e, in particolare, di Acqua Italia, Reti e Illuminazione Pubblica e Produzione. Gli ammortamenti, svalutazioni e accantonamenti si riducono dell’1,0 per cento a 353,8 milioni di euro, influenzati dal consolidamento a patrimonio netto di Acquedotto del Fiora. Al netto di tale effetto, gli ammortamenti aumentano in conseguenza degli investimenti realizzati e dell’entrata in esercizio di cespiti precedentemente in costruzione soprattutto con riferimento alle aree Acqua Italia, Reti e Illuminazione Pubblica. I ricavi consolidati di Acea, influenzati dalla crescita tariffaria dei business Acqua Italia, Reti e Illuminazione Pubblica, si attestano a 1.461,7 milioni di euro (1.403,9 milioni di euro al 30 giugno 2024). I ricavi relativi alle aree regolate rappresentano circa l’88 per cento del totale e registrano nel periodo un aumento di circa il 5 per cento. Gli oneri finanziari netti sono pari a 63,3 milioni di euro, in aumento di 6,2 milioni di euro rispetto al corrispondente periodo del 2024. Al 30 giugno 2025, il costo globale medio del debito del gruppo Acea si attesta al 2,07 per cento. L’indebitamento finanziario netto del gruppo aumenta di 457 milioni di euro, passando da 4.9447 milioni di euro del 31 dicembre 2024 a 5.401 milioni di euro al 30 giugno 2025. La variazione è influenzata principalmente dal livello degli investimenti realizzati, dalla distribuzione dei dividendi, dal pagamento delle imposte e degli oneri finanziari.