Aeroporto Fiumicino: sindacati chiedono all’Enac di controllare la ‘’giungla’’dei servizi

Venerdi scorso la manifestazione dei dipendenti delle società. In particolare la crisi della LP Industrial. Denunciato il pericolo di commesse al ribasso.

photo credit: Aeroporto Fiumicino

Il traffico aereo inizia a prendere quota,ma resta la crisi del settore dei servizi alle compagnie aeree che coinvolge un bacino di decine di migliaia di famiglie su tutto il litorale romano.

Senza stipendio da dicembre e senza cassa integrazione· niente ripartenza per i dipendenti della LP Industrial, società che gestisce le pulizie a bordo degli aerei nello scalo di Fiumicino. Ma è solo la punta dell’iceberg «Nel settore dei servizi aeroportuali la pandemìa ha scoperchiato un vaso di Pandora chiamato macelleria sociale» spiega a ‘’La Repubblica’’ Stefania Fabbri segretaria regionale Fit Cisl.

Il grido d’allarme viene anche dalla Filt Cgil: venerdì scorso î due sindacati hanno protestato insieme a 200 dipendenti di società di servizi aeroportuali come LP, GH che si occupa di pulizia a bordo per chiedere a Enac di controllare per evitare casi di concorrenza sleale e contratti al ribasso.

La protesta è nata dal caso dei dipendenti della LP Industrial: da otto mesi, spiega la Fit Cisl, non ricevono con regolarità né lo stipendio né 13esima, 14esima o Tfr. E neanche cassa integrazione, perché a metà luglio la loro domanda è stata rigettata dall’Inps «per alcune irregolarità – continua Stefania Fabbri – i dipendenti hanno sempre continuato a lavorare anche durante il lockdown sia pure in modo residuale.

Quello dei servizi aeroportuali è un indotto importante anche dal punto di vista economico: al Da Vinci almeno 13 aziende si occupano delle pulizie a bordo degli aerei, poi ci sono società di handling in pista come Aviapartner, Aviation Service, Alitalia handling, infine almeno 5 si occupano di catering.

I sindacati chiedono con forza a Enac di controllare tutto il settore: «Ci sono aziende che offrono a compagnie aeree contratti al ribasso per cannibalizzare il settore e prendere nuove commesse con un taglio dei costi di almeno il 30% – spiega Celeste Viscusi della Fît Cîsl – spesso le ditte subappaltano, nascono società come funghi senza riprendere i lavoratori che stanno in cassa integrazione o rispettare le clausole sociali dei contratti di riferimento. C’è anche il rischio che non siano rispettati i parametri di sicurezza e le normative per il Covid.

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