Al via assemblea Unindustria. Camilli: “Capitale torni internazionale”. E sui rifiuti, “termovalorizzatore è svolta” – VIDEO DIRETTA e FOTOGALLERY

Mentre - rivolgendosi al presidente della Regione Nicola Zingaretti - dice: "Usciamo, insieme, da un infinito replay di ripartenze. Sono convinto che il Lazio può trovare proprio nell'impronta industriale una identità in cui riconoscersi"

 

Un lungo applauso della platea di industriali ha accolto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al Teatro dell’Opera di Roma. Il Capo dello Stato presenzia all’assemblea di Unindustria, l’associazione di Confindustria degli industriali del Lazio.

“Roma e la sua regione meritano orizzonti e occasioni di crescita all’altezza di tutte le loro potenzialità” sottolinea Angelo Camilli, presidente di Unindustria, nella sua relazione all’assemblea dell’associazione di Confindustria degli industriali del Lazio. E, rivolgendosi al presidente della Regione Nicola Zingaretti, dice: “Usciamo, insieme, da un infinito replay di ripartenze. Sono convinto che il Lazio può trovare proprio nell’impronta industriale una identità in cui riconoscersi”, dice nella sua relazione all’assemblea, al Teatro dell’Opera.

 

“Ci sentiamo tutti parte di un unico progetto di crescita dove si va avanti insieme” sottolinea Camilli, e aggiunge: “In questo progetto, il rilancio della Capitale è ovviamente il nostro booster”.

“A Roma non possiamo solo prenderci cura della bellezza universalmente riconosciuta: occorre restituire alla Città una proiezione di grande capitale internazionale”. Sui poteri per Roma: “Non riusciamo a dare una concreta attuazione dell’articolo 114 della Costituzione per un ordinamento speciale di Roma Capitale”.

La capitale, dice il leader degli industriali del Lazio, “deve credere nella sua leadership per la crescita della nazione e non accontentarsi di essere lo specchio del Paese, ma esempio di trasformazione, di crescita, di sostenibilità. Saranno i progetti a darle lustro e non gli aggettivi accanto al nome. Sindaco Gualtieri, dia un segnale forte: Roma si chiami Roma e basta!”.

“Sono convinto che il Lazio possa continuare ad essere un esempio per il Paese, così come è stato per l’emergenza sanitaria, in questo nuovo momento di difficoltà economica”, continua Camilli.

“La politica regionale, dopo aver messo in ordine i conti, dopo aver dimostrato grande prontezza, determinazione ed efficienza nella risposta alla pandemia, ora, ha bisogno di avviare una nuova fase di sviluppo del Lazio con l’impresa finalmente al centro”, avverte: “Nella nostra regione, all’interno delle Istituzioni, deve ancora maturare una cultura industriale importante. Percepiamo una mancanza di convinzione per concludere processi virtuosi ed imprimere la giusta spinta alle buone idee. Dall’entusiasmo degli annunci passiamo sempre ad una sensazione di enorme fatica nei passi decisivi sui temi che riguardano le imprese”.

Alla Regione il presidente di Unindustria riconosce: “C’è una forte capacità di ascolto e c’è la volontà di comprendere le nostre ragioni e le nostre proposte”; “Siamo fieri di aver contribuito ad importanti idee di cambiamento per un Lazio più attrattivo che la Regione ha trasformato in progetti e occasioni che non possiamo sprecare. Costruiamo insieme un grande progetto di almeno 200 milioni di euro in cinque anni per incidere veramente sulla struttura del nostro tessuto produttivo: crediamoci!”

Il caso della Catalent di Anagni: “Ci lascia ancora increduli: per un’autorizzazione attesa e mai arrivata dopo oltre due anni, sono sfumati 100 milioni di dollari di investimento per un progetto di rilevanza mondiale e 100 posti di lavoro di giovani ricercatori. Catalent è solo la punta dell’iceberg di una situazione non all’altezza del secondo Paese manifatturiero d’Europa”.

Quanto a Roma, “una svolta decisiva, il termometro del cambiamento, la attendiamo sul ciclo dei rifiuti”, sottolinea il presidente degli industriali laziali: “La strada tracciata dal sindaco Gualtieri per il nuovo termovalorizzatore è quella giusta: la sostenibilità si fa con la responsabilità delle scelte e la migliore tecnologia disponibile. Chi si oppone è contro il bene e il progresso della Città”. Con il Giubileo straordinario nel 2033 “abbiamo davanti un percorso per tappe che apre quello che può diventare il ‘Decennio di Roma’”; “dovrebbe essere una nuova missione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, perché la Capitale è una pagina fondamentale della trama di sviluppo del Paese”. E c’è il “nuovo sogno” di Expo 2030, “con cui deve confrontarsi non solo la Città, ma l’intero Paese. Il coinvolgimento delle imprese e della cittadinanza sarà fondamentale e l’impegno di Unindustria sarà massimo: entro 60 giorni costituiremo la Fondazione privata di sostegno alla candidatura di Roma”, annuncia Camilli. “Ci auguriamo che Odessa, con l’incubo della guerra alle spalle, possa portare avanti la sua candidatura ad Expo – aggiunge -. In ogni caso, il progetto di Roma 2030 dovrebbe prevedere un forte coinvolgimento della città ucraina perché forte è il suo legame storico con l’Italia. Se vinceremo, Odessa dovrebbe essere la porta di ingresso ad oriente dell’Esposizione Universale di Roma nel 2030”. Intanto, avverte ancora il leader degli industriali del Lazio nella sua relazione all’assemblea, “lavoriamo come se Expo fosse già una realtà e non un’ipotesi. Cambiamo volto alla Città come dovremmo fare in ogni caso, immaginando un nuovo futuro per Roma non da spettatrice, ma da guida del destino economico del Paese”.

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